Il Tirreno

Voglia di investimenti nell’aeroporto

di Manuela D'Angelo

Il milionario olandese voleva vendere hangar alla cordata tutta toscana che vuole smerciare carburanti

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MONTIGNOSO. Volare per tutta Europa, partire dalle grandi capitali e atterrare, ogni tanto, al piccolo aeroporto di Cinquale-Marina di Massa, ma giusto per farsi un tuffo in mare, o un giro a Forte dei Marmi: è così, proprio durante un mini scalo, che un importante industriale olandese ha conosciuto il presidente dell'Aeroclub di Massa Carrara Lino Palla e gli ha esposto un affare d'oro, di cui, inutile farci la bocca, non se ne farà nulla, perché il Comune di Massa ha già rifiutato l'offerta. La storia però serve da esempio a incitare gli amministratori nella direzione di un Project Financing da realizzare nell'area dell'aeroporto perché, secondo il presidente Palla, di offerte, anche meno ambiziose, ce ne sono a decine, tutto sta nel vagliarle bene e dargli le gambe con un po' di coraggio. Quella dell'imprenditore olandese è una parentesi che forse non si ripeterà, visti i termini faraonici messi sul piatto della bilancia neanche un anno fa: lui risulta a capo di una grande società che si occupa della realizzazione delle infrastrutture richieste per macro kermesse in tutta Europa, ad esempio la Coppa dei Campioni o i concerti degli U2, insomma eventi capaci di attirare migliaia di spettatori e di muovere, neanche a dirlo, milioni di euro.

Ed erano proprio decine di milioni di euro quelli che l'industriale voleva investire sull'aeroporto di via Intercomunale: fiumi di cemento per la pista asfaltata, liscia e perfetta; lato Viareggio ristoranti, bar, negozi di souvenir, piccoli outlet, mentre lato Massa 800 metri di hangar privati, per un totale di un centinaio di bungalow ad uso e consumo dei vari miliardari di tutto il mondo, possessori di piccoli aerei ultraleggeri ed elicotteri.

Il quadro era chiaro: arrivano a Cinquale, parcheggiano l'aereo nel loro garage privato, si cambiano, mangiano uno spaghetto, perché in Italia è d'obbligo, bevono vino, magari locale se fossimo lungimiranti, poi affittano un ombrellone per poche ore, giusto il tempo di riprendersi e ripartire. Un lusso sfrenato, per pochi fortunati e un aeroporto che si sarebbe trasformato in aeroporto privato e non più pubblico. È questo che ha fatto storcere il naso al Comune, che avrebbe dovuto "sfrattare" l'Aeroclub e affittare l'aeroporto per 90 anni circa, agli olandesi.

Nulla di fatto su questo, anche se di proposte meno complicate ce ne sono ugualmente state: l'area interessa, ad esempio, ad una cordata toscana che vende carburanti e che avrebbe proposto di asfaltare la pista in cambio della vendita esclusiva del suo prodotto per tutti i rifornimenti degli aerei a Cinquale, cercando di rientrare nella spesa sostenuta per la pista in circa 10 anni. Dello stesso livello la proposta di un produttore del nord Italia, leader nel settore dell'elettronica sofisticata, che avrebbe invece bisogno di un punto vendita ed espositivo all'interno dell'aeroporto, offrendo in cambio i finanziamenti per un Club House di alto livello, riservato magari ai soci e a chi fa scalo, che ad oggi quando atterrano a Cinquale, non hanno a disposizione nemmeno un WC. A decine gli imprenditori che vorrebbero costruire bar e pub sul lato di Via Verdi, questa volta aperti al pubblico, sui temi aeroportuali, utilizzando la formula del circolo con tessera. Insomma le idee non mancano e pare neanche i soldi, visto che le aree di questo tipo attraggono ancora business.

D'altra parte chi può permettersi di viaggiare a certi livelli e soprattutto chi possiede un aereo privato, rappresenta quella fetta di classe sociale "ricca" che non è ancora andata in crisi.

Uno degli ultimi appuntamenti con un imprenditore milanese, ci rivela il presidente Palla, è saltato per motivi personali proprio la scorsa settimana: insomma il ferro è caldo e andrebbe battuto: «La verità è che noi abbiamo un affitto che si rinnova ogni anno- spiega Palla- e questo non dà sicurezza agli investitori che vogliono essere certi che i loro interlocutori non cambino, almeno per 10 anni. Inoltre noi non potremmo mai prendere certe decisioni da soli, perché il proprietario è il comune di Massa a cui mi appello, ora che c'è anche un sindaco che se ne intende di investimenti ed economia, affinché si possa trovare la formula adatta che porti sull'aeroporto un buon investimento, che riqualifichi l'area, la pista e arricchisca il circondario, che sia attrattiva turistica e commerciale e soprattutto fruibile per tutta la cittadinanza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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