Il Tirreno

Il ritorno della San Carlo: ora la beve anche Bocelli

Solo vetro, etichetta minimal: l’acqua della fonte Aurelia è di nuovo sul mercato e sarà stasera al Teatro del Silenzio. Taddeucci: abbiamo investito 500mila euro

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Produzione di nicchia, niente plastica, solo vetro; etichetta minimal e un brand fondato sulla qualità. Che è innegabile e riconosciuta ovunque. È la carta d’identità della “nuova” acqua San Carlo. Che sta tornando sui mercati, locali e non, dopo un periodo, diciamo così, di appannamento, tanto che stasera la beve pure Bocelli. Dalla fonte Aurelia poco sopra Massa sgorga un’acqua unica, per caratteristiche chimico-fisiche – lo dice la letteratura scientifica – una delle migliori d’Italia. Era conosciuta dai Romani, la beveva San Carlo Borromeo, vescovo di Milano per curare i suoi calcoli, (da cui il nome). Una risorsa naturale unica, come il marmo apuano: con queste qualità esiste solo qui. Un’occasione di business, dunque? Macchè. Qui l’industria della minerale – e si parla non solo di San Carlo ma anche di Evam-Fonteviva – ha sempre vivacchiato: buon nome, grandi qualità, scarsa commercializzazione. Anzi in tempi recenti, SanCarlo è proprio affondata.

Quando, nel 2007, il gruppo romano Vichi – gente che si occupava di zincature industriali – rilevò dalla famiglia Bonini il complesso di San Carlo (oltre alla sorgente, una parco termale, un ristorante, una spa mai terminata), si parlò di grande rilancio. Gli imprenditori romani annuciarono 15 milioni di euro di investimenti, un super-albergo, una beauty farm, 30 posti di lavoro. Finì così:di: manager e vertici della holding Vichi in carcere (per bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale), impianti abbandonati, nessun investimento; neanche un’assunzione e 7 dipendenti in cassa integrazione.

Ora, la rinascita, l’ennesima, di cui è artefice EmilioTaddeucci, 48 anni imprenditore “polivalente” massese. Il quale, con il socio Massimiliano Dini (46enne, anch’egli massese), ha scelto, al contrario dei predecessori, il basso profilo. Dal settembre scorso si è messo al lavoro, ha investito 500mila euro nell’operazione (che non sono i 15 milioni annunciati dai Vichi, però ci sono), e adesso sta raccogliendo i primi risultati. L’impianto di imbottigliamento è stato riorganizzato, ri-collaudato e riportato alla sua capacità di 10mila pezzi l’ora. La produzione è in realtà minore: si imbottiglia, spiega Taddeucci “just in time”, a seconda delle ordinazioni ricevute, riducendo così al minimo lo stoccaggio. Anche i lavoratori sono ancora just in time: continua la Cig ma vengono chiamati al lavoro in base alle esigenze produttive. «Il nostro obiettivo primo è ridare piena occupazione ai nostri sette dipendenti. A settembre, quando partiranno le nuove ordinazioni, dovremmo riuscirci. Il marchio SanCarlo è conosciuto e riconosciuto in Italia e la commercializzazione sta procedendo bene. Siamo già nella grande distribuzione), stiamo penetrando nella ristorazione», spiega Taddeucci.

In molti dei migliori hotel di Forte (e di Marina di Massa), i clienti trovano oggi l’acqua San Carlo. La berranno stasera anche Andrea Bocelli, Riccardo Cocciante, Pino Daniele e tutti gli altri protagonisti del Teatro del Silenzio a Lajatico di Pisa: è l’acqua “ufficiale” della manifestazione. Una buona promozione, che contribuirà a fare crescere il marchio. «Dopo 15 anni di maltrattamento di impianti e immagine, non è stato facile. Ma oggi San Carlo ha di nuovo un mercato», dice ancora Taddeucci. E le terme, la piscina, la spa e il ristorante? «Per ora siamo concentrati sul rilancio dell’acqua. Poi vedremo. Un polo termale sarebbe importante per San Carlo e per Massa. Ma una cosa per volta. Intanto abbiamo riaperto ristorante e parco». La politica dei piccoli passi, prosegue.

Claudio Figaia

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