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Il preside Rosi sollecita i lavori al liceo Da Vinci
VILLAFRANCA. «On. ministro, le scrivo in qualità di dirigente scolastico dei licei statali lunigianesi. Il significato di questa mia breve nota si potrebbe riassumere - se non ora, quando?». Inizia...
VILLAFRANCA. «On. ministro, le scrivo in qualità di dirigente scolastico dei licei statali lunigianesi. Il significato di questa mia breve nota si potrebbe riassumere - se non ora, quando?».
Inizia così la missiva del dirigente scolastico dell’istituto “Da Vinci”, Fabrizio Rosi, al ministro dell'istruzione, Maria Chiara Carrozza, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla necessità di portare avanti i lavori per quanto concerne la sede del liceo scientifico.
«Come saprà - evidenzia il dirigente - in questi giorni la Lunigiana è interessata da fenomeni sismici che hanno destato forti preoccupazioni nella popolazione, tensione e disagio negli alunni che dovevano sostenere le prove dell'esame di Stato. Ho apprezzato le sue dichiarazioni in merito alla necessità di intervenire sugli edifici scolastici per metterli in sicurezza. Da oltre 25 anni, infatti, Villafranca attende il nuovo edificio scolastico destinato agli studenti del liceo scientifico Da Vinci, attualmente all'interno dell'ex convento francescano che, oltre a non dare garanzie dal punto di vista della sicurezza, da tempo rivela i limiti di una struttura con aule e laboratori piccoli e non più rispondente alle esigenze di una scuola che vuole essere luogo educativo di incontro e quindi anche centro di aggregazione pomeridiano».
Rosi evidenzia come da 25 anni sono stati avviati i lavori per realizzare una struttura con criteri antisismici «purtroppo i lavori sono stati sospesi circa due anni fa e ora si sta prospettando una nuova gara per affidare il nuovo lotto di lavori ma i tempi sembrano troppo lunghi e non tengono conto della situazione di pericolo derivante da edifici poco sicuri che accolgono attualmente gli alunni dello scientifico, alcuni dei quali si trovano in aule ricavate nello scantinato del vicino istituto Belmesseri».
Il dirigente sottolinea come già a suo tempo una richiesta di intervento «era stata inviata al ministro Profumo e al sottosegretario Doria, ma si è ritenuto opportuno non rispondere, mentre le nostre scuole hanno pagato un prezzo alto per le proteste degli insegnanti a seguito delle dichiarazioni dell'allora ministro sull'orario di servizio dei docenti». (r.s.)
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