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Non ci sono clienti, i negozi anticipano i saldi di fine stagione
Commercianti al collasso puntano su promozioni e offerte «O facciamo così oppure siamo costretti a chiudere»
MASSA. Compri tre e paghi due. Acquisti un reggiseno e puoi vincere un buono da cento euro.
I saldi, almeno ufficialmente partono sabato, ma nelle vetrine dei negozi del centro si intravedono promozioni e offerte già da qualche settimana. Normale in un periodo come quello attuale, in cui il potere d'acquisto dei consumatori ha raggiunto il minimo storico e i consumi, di conseguenza, si sono completamente paralizzati. Nel commercio si impone, quindi, una nuova strategia di marketing: fare promozioni tutto l’anno, che fungano un po’ da specchietto per le allodole. E sì, perché adesso anche i compratori accaniti, gli amanti dello shopping sfrenato, sono costretti a ridurre il superfluo. Si compra solo lo stretto necessario o, appunto, quello che è in offerta. Ecco quindi che nelle vetrine dei negozi rimangono appesi praticamente tutto l'anno cartelli che lasciano intuire la possibilità di fare affari. «È un periodo veramente critico per tutti ed è normale che gli acquisti si siano ridotti - commenta Cristina Piccini, titolare del negozio di articoli per la cura del corpo e bigiotteria “Le coccole”, in via Guidoni - io cerco di proporre, ogni settimana, prodotti in promozione. Magari una settimana metto in offerta le creme doposole e le borse da mare, con uno sconto del 20% e la settimana successiva sconto i profumi. È un modo per attirare clientela».
«Noi facciamo sconti anche fino al cinquanta per cento - commenta Luana Benassi, responsabile di “La murrina”, negozio di lampadari in piazza Liberazione - per cercare di conquistare nuova clientela. Abbiamo anche clienti fissi che hanno ormai iniziato ad arredare la loro casa con i nostri oggetti di Murano, ma a noi interessa anche un nuovo mercato, ampliare il target». Ma queste promozioni funzionano? «Almeno con i cartelli degli sconti - continua Cristina di “Le coccole” - la gente si ferma».
«L’anno scorso era andata meglio - spiega Igor Brizzi, del negozio di abbigliamento “Matelli”, in via Chiesa - quest’anno non sta andando molto bene. Certo qualcosa riusciamo a vendere, perché facciamo sconti del venti o del trenta per cento, ma va molto a rilento».
«Non funzionano e non si capisce più perché- commenta Giovanna Andreazzoli del negozio di piumoni e asciugamani “Casa mia"”nella galleria Leonardo da Vinci - Tutto fermo, non riusciamo a vendere nemmeno con le promozioni. Noi abbiamo la fortuna di avere mariti che lavorano e abbiamo una casa di proprietà, altrimenti con un incasso giornaliero di cinquanta euro non mangeremmo nemmeno».
Occasioni dovunque: in via Bastione, la via dello shopping, i cartellini che riportano i prezzi sono bene evidenti, come a dire: i saldi non ci sono ancora, ma lo sconto lo facciamo già. “Occhio al prezzo” si legge lanciando uno sguardo alla vetrina di Valentino. Sulla porta di entrata di Bianchini, un cartello ricorda che un abito da cerimonia non deve costare necessariamente un occhio della testa: puoi spendere 350 euro e accompagnare lo sposo all'altare. ricorda che un abito da cerimonia può costare anche 30.
Mondo Piccino, sempre nella galleria da Vinci, ha un'area outlet: 20 euro per un bel completino. Promozioni importanti nelle scorse settimane da Yamamay, in Largo Matteotti. Anche all’Oviesse è un continuo sventolare di cartellini con la scritta “special price”.
Verificare per credere: entri in un negozio, compri e lo scontrino è ridotto del 20- 30, a volte 50%. Del resto, il quadro del commercio locale disegnato dagli operatori del settore che abbiamo intervistato è davvero desolante.
Sconti, promozioni e prezzi stracciati non rimettono in moto i consumi. È difficile infatti pensare di andare a comprare beni secondari - vestiti, accessori, libri - quando spesso non si hanno nemmeno i soldi per comprare quelli primari. Tuttavia, per i commercianti, la strada delle promozioni rimane l'unica percorribile, per scongiurare la chiusura. «L'unica cosa che ci rimane da fare - incalza Giovanna Andreazzoli - è questa: continuare a fare offerte perché se i clienti non comprano con gli sconti, sicuramente non lo farebbero a prezzo pieno. Anche chi non espone cartelli che annunciano le promozioni, all'interno le fa: è tutto quello che possiamo fare. Dopodiché si chiude».
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