Il presidio
Zubbani: incontrerò le famiglie sotto sfratto
Lunedì il vertice con Bernardi e la Tommasini. L’idv: pronti a rivolgerci al ministro dell’integrazione
CARRARA. Il sindaco ha accolto l’appello delle due famiglie marocchine sotto sfratto, o meglio alle prese con il provvedimento di decadimento dei titoli per l’occupazione degli alloggi popolari che dovrebbe concludersi, entro un mese, con la sgombero forzato. Zubbani, prima di tutto vuole fare chiarezza sulla situazione che ha innescato una rovente polemica nell’ultima seduta della commissione sociale. «Lunedì parlerò sia con l’assessore alla casa, Massimiliano Bernardi, che con la dirigente al Sociale, Daniela Tommasini» annuncia il sindaco. E, subito dopo, il primo cittadino è pronto a incontrare le famiglie marocchine e il loro legale, l’avvocato Vittorio Briganti. Proprio dallo stesso avvocato Briganti arriva un chiaro segnale di distensione.«Quello che ci interessa è trovare un punto di incontro e un dialogo con l’amministrazione - afferma il legale che rappresenta sia il nucleo familiare di Abdelilah Warrak che quella Ahmed Ahrouche - Il provvedimento di sgombero nei confronti dei miei assistiti è dovuto, a nostro parere da un eccesso di zelo. Non vogliamo entrare in polemica con nessuno ma chiediamo solo di poter motivare, con serenità, al sindaco che le due famiglie hanno diritto di rimanere negli alloggi popolari a loro assegnati. Ribadisco che non è nostra intenzione arrivare al ricorso al Tar: intraprenderemo questa strada soltanto se non ci saranno altre risposte».
Idv: una battaglia per la tutela dei diritti civili. «Quella di Claudia Bienaimè e dell'Italia dei Valori è una battaglia all'insegna della civiltà e della tutela dei diritti civili delle minoranze e non solo- si legge in una nota firmata dal Coordinamento cittadino di Idv -Oggi siamo alle prese con un'altra stravaganza: la decadenza dell'assegnazione dell'alloggio ad una serie di assegnatari non per morosità e neppure per cattiva conduzione dell'immobile, bensì per mancata continuità abitativa (di soli due mesi). Riteniamo sia una questione a cui dovrebbe essere data una risposta politica, mentre invece l'amministrazione si trincera dietro tecnicismi e asserzioni di legalità. Se necessario, ci rivolgeremo anche al Ministro per l'integrazione. Il comportamento dell'amministrazione si configura infatti come una discriminazione indiretta».
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