Il Tirreno

PAOLO SORDI (SEL)

«Quanti sbagli per aver unito le Asl di costa e Lunigiana»

AULLA. Paolo Sordi, referente Sel Lunigiana, interviene in merito ai servizi sanitari, nella fattispecie 118, Rsa, Pet. «La continua mancanza di programmazione politica, sia delle maggioranze che...

2 MINUTI DI LETTURA





AULLA. Paolo Sordi, referente Sel Lunigiana, interviene in merito ai servizi sanitari, nella fattispecie 118, Rsa, Pet. «La continua mancanza di programmazione politica, sia delle maggioranze che delle minoranze consiliari di molti Comuni e soprattutto dell’Unione dei Comuni - dice Sordi - porta sempre a dover inseguire i problemi, vedasi i fatti delle Rsa, dei servizi 118 e pronto soccorso, ultimamente. Chi dovrebbe favorire trasparenza e conferenze di programma per dire e soprattutto fare le cose senza sempre cambiarle e stravolgerle, non fa politicamente nulla. Vale per molto Pd e per altrettanto Pdl. La Società della Salute in alcune zone della Regione c’è e in altre no: quindi quale valenza di sicurezza soprattutto di governo e decisione? Come mai il Pdl si muove solo per criticare o attaccare disfunzioni quando non dice nulla su certi problemi e aspetta solo il nascere degli stessi? Cosa fa l’assessorato comprensoriale alla sanità, anche per tirare per la giacca la Regione, vista la criticità generale e territoriale della Lunigiana? Si vede solo che i sindaci e i Comuni sono ancora feudi e certe organizzazioni di volontariato sono invece, sempre di più, centri di potere. Condivido molto di quanto ha ultimamente proposto e prospettato il presidente della SdS, Varese, ma tutte le volte bisogna inseguire i problemi. Continuo a dire che l’aver accorpato l’Asl di Lunigiana con quella di costa, ha indebolito il nostro territorio, anche perchè i 3 Comuni della zona di costa son vicinissimi tra loro e tutti in pianura: la Lunigiana ha differenze oggettive e vere territorialmente. Aver tolto l’Asl con la pretesa di togliere burocrazia, ha invece provocato smembramento di servizi e disagi ai piu deboli, ma poi in fondo a tutti. Pensiamo se nello stesso momento allora avessero fatto subito un solo ospedale fra Massa e Carrara: laggiù sarebbe scoppiata la rivoluzione. Bisogna pensare che i cambiamenti che si vogliono a Roma, devono essere fatti anche a casa nostra e ben vengano finalmente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino