Il Tirreno

dopo le denunce di un confinante (che chiede la sospensione dell’attivitÀ)

Poligono di tiro di Bibola, a giudizio a fine giugno i due ex gestori

Poligono di tiro di Bibola, a giudizio a fine giugno i due ex gestori

AULLA. Torna in tribunale, il 25 giugno, il caso del poligono di tiro di Bibola: la procura ha infatti fissato la citazione diretta in giudizio degli ex gestori del poligono “Lo Schiado Shotting...

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AULLA. Torna in tribunale, il 25 giugno, il caso del poligono di tiro di Bibola: la procura ha infatti fissato la citazione diretta in giudizio degli ex gestori del poligono “Lo Schiado Shotting Team”, Alberto Caroselli (difeso dall’avvocato Giampaolo Carabelli) e Laura Tacchini (avvocato Monica Furia). In particolare, la procura contestano ad entrambi il disturbo del riposo delle persone residenti nelle immediate vicinanze (articolo 659), a causa dei rumori provocati dagli spari delle armi da fuoco; l’abbandono di rifiuti speciali (le ogive in piombo provenienti dagli spari); e la violazione della normativa sullo smaltimento dei rifiuti speciali, nel caso specifico le circa cento traversine ferroviarie dismesse utilizzate quale recinzione di una parte del poligono;al solo Caroselli si contesta anche la detenzione abusiva di armi, nel caso specifico cartucce (56 cartucce calibro 40 Smith & Wesson). I fatti contestati risalgono al 2010. A far partire le indagini sono stati gli esposti di un confinante, Fabio Gelosa, che nel procedimento è parte lesa (ed è assistito dall’avvocato Raffaella Nardone).

Proprio Fabio Gelosa si rivolge pubblicamente agli amministratori aullesi, per chiedere che in attesa della conclusione del procedimento giudiziario venga sospesa l’autorizzazione al poligono. Nella sua lettera aperta, indirizzata a tutti i consiglieri comunali di Aulla, al sindaco Simoncini e agli assessori, Gelosa ricorda anche che il poligono di tiro privato in localita Lo Schiado di Bibola è stato aperto nel 1998. Gelosa a partire dal 2009 ha iniziato a interessarsi del poligono, sollecitandone la chiusura attraverso esposti per inquinamento acustico e ambientale. «In attesa che la giustizia dica se questo poligono sia regolare - scrive Gelosa - chiedo al sindaco di emanare un'ordinanza con procedura d'urgenza che ne sospenda l'attività fino a procedimento terminato, onde non far continuare i reati». Gelosa, in particolare, sottolinea anche la pericolosità del piombo nel terreno.

Di tutt’altro avviso l’avvocato Giampaolo Carabelli, difensore di Caroselli e in precedenza difensore della signora Laura Tacchini: «Già in passato vi sono state iniziative verso il poligono, e abbiamo sempre dimostrato la piena legittimità della struttura; anche rispetto alle ipotesi di reato contestate, siamo assolutamente tranquilli. Abbiamo già avuto modo, ripeto, di dimostrare la regolarità degli atti e, ad esempio, le traversine ferroviarie abbiamo testimonianze che erano già in quel sito da decenni, ben prima che ci fosse il poligono. Affrontiamo questo procedimento con assoluta serenità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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