Un fine vita più dolce grazie all’hospice con vista sul mare
Compie un anno il centro cure palliative della Don Gnocchi «Qui non soltanto terapie, è come una grande famiglia»
MASSA. L'Hospice Fondazione Don Carlo Gnocchi di Marina di Massa il 18 giugno compie un anno. E per festeggiare i successi di questa struttura che offre ai pazienti – sono pareri unanimi e condivisi – un’assistenza di qualità, con aggiunta di umanità e sensibilità, si svolgerà una giornata “porte aperte”, durante la quale i cittadini potranno visitare la struttura e imparare a capire cosa avviene dentro quelle mura e quanto sia importante. Un centro “di eccellenza”, stando ai giudizi di chi lo conosce, forse ancora non utilizzato al massimo delle sue potenzialità.
«Non possiamo allungare la vita dei nostri pazienti – spiega la dottoressa Egidia Cantisani, responsabile dell’hospice – ma finché la vita c’è, abbiamo il compito di renderla serena». Con la dottoressa Cantisani visitiamo la struttura convenzionata con la Asl 1: e l’impression è di entrare in qualcosa di ben diverso da un ospedale, soprattutto per il calore che emanano i luoghi e per la familiarità con cui ci accolgono. L’hospice è situato in un padiglione della Don Gnocchi alla Partaccia, completamente ristrutturato, di fronte alla spiaggia; 10 posti letto più 10 posti per ogni famigliare o accompagnatore del paziente nella stessa stanza; la possibilità di usufruire di spazi comuni, una sala da pranzo, una cucina, una sala tv, dove tanti nipoti si sono fermati coi nonni a guardare le partite: «Ci abbiamo festeggiato anche la vittoria dello scudetto alla Juventus – racconta la dottoressa Cantisani – e abbiamo organizzato decine di compleanni, la cena di Natale, le ricorrenze. Come una grande famiglia». Le stanze sono tutte vista mare e con terrazzo: un grande beneficio per i pazienti sia in inverno che in estate; la spiaggia è privata, destinata esclusivamente ai pazienti, sempre assistiti in ogni loro passo, ai famigliari e ai medici: in tutto una ventina di sanitari tra oncologi, psicologi, terapisti, operatori socio sanitari e infermieri professionali.
Dal 18 giugno 2012, giorno dell'apertura, sono passati qui oltre 100 pazienti con le loro famiglie, indicati dalla Asl 1. Ma cos'è un hospice e cosa sono le cure palliative che vi vengono fornite?
«In alcune patologie allo stadio terminale, come ad esempio il tumore l’Aids – spiega la dottoressa Cantisani – la persona malata e la sua famiglia hanno bisogno di sostegno e assistenza per migliorare, per quanto possibile, la qualità della vita e la tolleranza del dolore. Le cure palliative sono terapie tese a controllare il dolore, ma il loro scopo va anche oltre la semplice cura medica. Qui cerchiamo, ad esempio, di aiutare il paziente a vivere il più attivamente possibile, senza fargli mancare le attività che era abituato a fare fino a quel momento. Abbiamo un paziente che suona la pianola, perché così faceva a casa, altri che dipingono, o scrivono. Vengono considerati anche gli aspetti psicologici e spirituali del paziente e inoltre la famiglia dell’ammalato viene aiutata a convivere con la malattia e poi con il lutto».
L’hospice di Marina di Massa è ancora una realtà relativamente giovane e i cittadini la devono imparare a conoscere e ad utilizzarla.
«In Italia – continua la dottoressa Cantisani – la rete di cure palliative si articola in tre nodi fondamentali: l’abitazione del malato tramite l’assistenza domiciliare, l’ospedale e il soggiorno in hospice.
È stata la legge n. 38 del 2010 che ha sancito l’istituzione della rete delle cure palliative, tramite l'integrazione tra hospice e assistenza domiciliare. Oggi in Italia si sono create diverse strutture residenziali – tra cui, appunto il centro alla Don Gnocchi – nelle quali il malato incurabile e la sua famiglia possono trovare sollievo per un periodo circoscritto e poi fare ritorno a casa, oppure per vivere nel conforto gli ultimi giorni di vita che la malattia loro concede».
Per accedere al programma di cure palliative è necessaria la richiesta del medico di famiglia o del medico ospedaliero che segue la persona malata. Inoltre, il paziente deve dare il proprio assenso a sottoporsi a queste cure.
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