Il Tirreno

Insieme da una vita, che festa in Duomo

Un attestato ad oltre 300 coppie sposate da più di 50 anni «Ci vuole pazienza, tolleranza e tanto tanto amore»

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MASSA. Insieme da tutta una vita, nel verso del termine. Le coppie massesi festeggiate ieri mattina nel Duomo si sono sposate come minimo mezzo secolo fa, e si sono date appuntamento col sindaco Roberto Pucci, col vescovo Giovanni Santucci e coi membri dell'Aima (associazione intercomunale massese anziani) per la consueta consegna di diplomi e rose rosse, simbolo di questi anniversari da oscar.

Quest'anno sono 17 le coppie massesi che festeggiano le nozze di diamante, 70 anni di matrimonio; 67 sono unite da 60 anni; 244 sono invece sposate da 50 anni, e celebrano quindi le nozze d'oro.

Non tutte le coppie erano presenti alla celebrazione: sedute sulle panche della Cattedrale ce n'erano 113.

Nelle loro parole tremanti per l'emozione di questo anniversario, il racconto di tanti ricordi, di pagine di vita vissuta insieme, tra momenti felici e difficoltà, tra gioie e dolori, andando avanti solo con la forze dell'amore, e dalla fiducia. «E' dura stare uniti per tutto questo tempo - ha detto Annamaria Lupetti - perché non si riesce a farlo solo con l'amore: serve tanta pazienza, perché la vita è dura». «Bisogna sapersi anche sopportare - aggiunge sorridendo il marito Franco Ceccarelli - perché non si può stare insieme 60 anni senza litigare: ma anche questo, va fatto nel modo giusto».

Capacità di tollerare, forza di volontà, pazienza, nelle vite di questi nonni, tanto amore della famiglia: «A volte sembrava di non farcela a affrontare tutto - ha detto Marcella Pardini - ma quando con un uomo condividi tutto, pensi anche a quel tutto, ai figli, alla famiglia». «La forza di farcela la trovi lì - aggiunge il marito Archimede Selvini - perché è quello che hai costruito con fatica e sacrificio, insieme». Nella mente delle coppie unite da tutta la vita, tanti ricordi, alcuni dei quali particolarmente dolorosi: «Certo che ne abbiamo passate tante insieme - hanno raccontato Fedora e Carlo Palagi - ma ci siamo sempre fatti forza l'un l'altro. Il ricordo più brutto? Non ce lo ricordiamo. Quello più bello invece, cambia ogni giorni, ed oggi è quello di essere qui, per questa splendida festa tutta nostra».

Ma perché le coppie di oggi non riescono a restare tali altrettanto a lungo? «I giovani hanno altri parametri nella vita di oggi - ha detto la signora Angela Ricci - e non ce la fanno a passare insieme non 60 anni, come siamo riusciti a fare noi, ma neanche sei mesi! Perché?» «Perché si arrendono alle prime difficoltà - ha aggiunto il marito Almo Lorieri - e non danno la giusta priorità alle cose». Anche tanto dolore poi. «L'anno più brutto che abbiamo vissuto è stato il 1939 - ha detto Piero Cagnoni abbracciando la moglie Mariagrazia Cimoli - anche se eravamo appena nati, perché è scoppiata quella guerra che poi ci ha reso la vita tanto dura».

Questo appuntamento riunisce decine di coppie di sposi ogni anno dal 1995, da quando l'ormai scomparsa ex presidente dell'Aima Bianca Balderi ideò e realizzò questo appuntamento, oggi portato avanti dal nuovo presidente dell'associazione Fabrizio Cherubini, in collaborazione con l'amministrazione comunale di Massa.

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