Il Tirreno

Risarcimento a volontario mette ko la Croce Azzurra

di Manuela D’Angelo
Risarcimento a volontario mette ko la Croce Azzurra

Licenziato “senza giusta causa” viene reintegrato, ma lui chiede l’indennizzo. L’associazione non ha i soldi e scatta il fermo di ambulanze e pagamenti

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Un licenziamento ritenuto dal giudice senza giusta causa mette ko la Croce Azzurra.Licenziato due volte dal suo posto di lavoro, la Croce Azzurra di Montignoso, Luca Invernizzi, 34 anni, due figli da mantenere, ottiene il reintegro dal giudice. Ma questa volta dice “no”: preferisce l’indennizzo assieme ad un risarcimento danni per un totale di circa 49 mila euro, e la cifra manda sul lastrico la onlus, che, se non trova una soluzione, sarà costretta a chiudere entro fine mese. Ad aprile c’è stato il pignoramento del conto corrente della associazione, da cui transitavano tutti i pagamenti per mantenere i mezzi di soccorso: cinque ambulanze, due trasporti per disabili e cinque automobili; poi la benzina, il telepass e la manutenzione. Ieri, poi, c’è stata la convalida del fermo dei mezzi stabilita dal giudice, che è stata un’altra doccia fredda per la onlus, presieduta da Isola Manfredi.

Per ovviare al pignoramento del conto e non fermare il lavoro della Croce Azzurra, che segue centinaia di persone sottoposte a terapie oncologiche e leucemiche anche fuori provincia, la presidente Manfredi ha trasferito i costi di benzina e telepass sul suo conto personale.

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