Il presidio
Nuovo argine, sofferto via libera No della minoranza alla variante
I lavori di salvaguardia fluviale di Aulla dopo i danni causati dall’alluvione dell’ottobre 2011 riguarderanno la sponda sinistra del Magra tra la confluenza con il Taverone e quella con l’Aulella
AULLA. Lunedì sera il consiglio comunale ha dato il via libera all'indispensabile variante urbanistica che consentirà di intervenire per adeguare il muro d'argine sulla sponda sinistra del fiume Magra nel tratto compreso fra la confluenza con il torrente Taverone e la confluenza con il torrente Aulella, in pratica dal campo sportivo Quartieri all'edificio abbandonato che ospitava le scuole medie. Però, non è stato un disco verde unanime, tutt'altro, visto che al momento del voto il capogruppo di “Idee in Comune”, Matteo Ratti, usciva dalla sala consiliare, mentre votavano contro Sandro Caponi, Valter Moretti e Aldo Vivaldi del Popolo della Libertà e la capogruppo di “Più Aulla”, Roberta Semeria. Molti i distinguo palesati dalle opposizioni: dalla mancanza di condivisione del progetto a perplessità più squisitamente tecniche. In particolare, a finire nel mirino erano la futura conformazione di viale Lunigiana, lungo la quale sorgerà il nuovo argine, e l'ubicazione della stazione di pompaggio delle acque nere. Ma non solo: infatti, Moretti presentava una interrogazione ad hoc, chiedendo conto della futura stabilità del ponte per Podenzana e facendo notare l'esigenza, a suo parere, di eliminare la strettoia nell'alveo del fiume Magra in località Calamazza, dove si stanno staccando imponenti frane sotto il tracciato autostradale della Parma – mare. Inoltre, Semeria avanzava alcuni dubbi sulle curve previste su viale Lunigiana, l'ultima delle quali toglierebbe spazi ai parcheggi in piazza Nenni, dietro il municipio. Questi i dubbi delle minoranze consiliari.
Ma prima che questi venissero esposti, il sindaco Roberto Simoncini aveva delineato i pilastri del progetto, «che non si limiterà al muro d'argine, visto che comprenderà un percorso pedonale e ciclabile, con l'ampliamento del depuratore a monte e la modifica di viale Lunigiana, dove sorgeranno spazi di sosta ed elementi di arredo urbano. Inoltre, l'edificio che ospitava le scuole medie verrà parzialmente demolito e alla confluenza del fiume Magra e del torrente Aulella nascerà un polo culturale».
Chissà, poi, se i tempi saranno celeri, se cioè i cantieri apriranno entro questo mese come ha promesso Simoncini a fine aprile. E' bene ricordare, infatti, che l'inizio dei lavori era stato annunciato in pompa magna per il primo trimestre di quest'anno in occasione delle manifestazioni per il primo anniversario dell'alluvione. Poi abbiamo visto com'è andata a finire: infatti, nel fiume Magra al lavoro ci sono soltanto le ruspe che asportano e movimentano la ghiaia nei pressi del ponte per il casello autostradale. Rimane il fatto che la variante allo strumento urbanistico è un atto fondamentale ed è stata approvata, mentre domani è in programma, presso la Regione Toscana a Firenze, l'apertura delle buste contenenti le offerte pervenute dalle ditte desiderose di aggiudicarsi la gara d'appalto dei lavori.
Però c'è una spada di Damocle che pende sul nuovo argine, ovvero il ricorso al Tar di alcuni proprietari di immobili per il fatto che il progetto dell'argine prevede la stazione di pompaggio delle acque nere e le idrovore presso il ponte che collega Aulla con Podenzana. Su questo vi è una novità: infatti, il primo cittadino ha ribadito in consiglio che «è possibile spostare la stazione di pompaggio delle acque nere presso l'edificio che ospitava le scuole medie, mentre le rumorose idrovore entreranno in funzione soltanto in caso di piena».
Ma è proprio sulle acque nere che si sono levate critiche, visto che, secondo il capogruppo Pdl, Caponi, non sarebbe possibile separarle dalle acque bianche, mentre Ratti si scagliava contro il fatto che le acque nere risaliranno il corso del Magra per raggiungere il depuratore al campo sportivo Quartieri. «Grazie all'aiuto di Gaia riusciremo a dividere le acque bianche dalle nere» replicava il sindaco. Scendendo nei dettagli, l'intervento per il futuro argine prevede la realizzazione di una struttura di contenimento che, oltre a svolgere la funzione di protezione idraulica, permetterà anche un collegamento pedonale al fiume grazie alla realizzazione di un parco fluviale. Il costo complessivo dell'opera è 8 milioni di euro. L'argine sarà in grado di resistere a piene duecentennali. Infine, per rendere meno impattante un'argine che sarà dell'altezza di tre metri, è previsto che sopra di esso sorgano una passeggiata e una pista ciclabile.
Gianluca Uberti
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