«È l’uomo di fiducia, sono sconvolto»
Sotto choc Giuliano Nardi, figlio del titolare della cava: ero lì con lui, mai vista una cosa del genere
MASSA. Giuseppe Foffa non è un dipendente per la famiglia Nardi. È molto di più. Loro, carraresi, imprenditori del marmo titolari della società Narbor, conosciuti anche a Massa (di loro proprietà la villa sul Lungomare venduta qualche anno fa ad Andrea Bocelli), lui l’uomo di fiducia.
Giuseppe Foffa, il cavatore ed Egisto Nardi, l’imprenditore, sono amici. Insieme vanno a caccia, insieme si interessano ai cani di razza. Così quando Giuliano, figlio di Egisto, vede la potenza dell’acqua lanciare nel vuoto per due metri Giuseppe, trema. E non è solo la paura del titolare: «Sono rimasto sconvolto - confida qualche ora dopo l’incidente - Giuseppe lavora in cava da anni, è l’uomo di fiducia di mio padre».
Ha ancora impresso negli occhi quel getto di acqua. E cerca un’immagine forte per descriverlo :«Come un terribile calcio di cavallo, così potente da spingere una persona per metri e gettarla a terra». Poi Giuliano tenta di ricostruire i fatti: «Ero in cava perchè - e ci tiene a sottolinearlo - io lavoro con i miei uomini, fianco a fianco». Si sente un po’ cavatore anche lui: «Stavamo aprendo una parete - spiega - si inserisce in bancata (il grande pezzo di marmo ndr) una sorta di cuscino che si riempie con acqua. Poi, all’improvviso, quel terribile calcio di cavallo». Strappare marmo alla montagna non è facile: si taglia con il filo diamantato il blocco in orizzontale e in verticale, poi lungo il taglio in verticale si inserisce il cuscino, due lastre di acciaio che, con l’acqua, si aprono di qualche centimetro. Così per la benna dell’escavatore entrare e fendere è più facile. Che il cuscino scoppi può capitare: «Qualcuno mi ha raccontato di getti d’acqua in faccia, come uno schiaffo sonoro, una secchiata in viso. Magari ha riportato anche qualche contusione, ma nulla di più». Invece questa volta le cose sono andate diversamente: «Ho visto fare a Giuseppe un balzo all’indietro di un paio di metri. Mi dispiace, è una persona di fiducia e un amico di mio padre, vanno a caccia insieme, spesso accompagna mio babbo quando va a vedere e scegliere i cani». Egisto Nardi è, infatti, un appassionato e, con i suoi esemplari, ha vinto anche gare importanti a livello nazionali.
È il primo pomeriggio e Giuliano è in viaggio: «Sto raggiungendo Giuseppe a Cisanello, voglio assicurarmi personalmente delle sue condizioni di salute». Sono le 19 e noi ci concediamo una telefonata, vogliamo sapere da lui come sta il “suo” cavatore. Nardi tira un bel sospiro di sollievo: «Sono stato a lungo in stanza con Giuseppe e con i suoi familiari, sta meglio, non ci sono lesioni polmonari e anche la milza - aggiunge - sembra in condizioni migliori di quanto i medici pensassero all’inizio». Fuori pericolo, dunque e Giuliano si lasci andare ad un più rasserenato:«Sono davvero felice». (C.S.)
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