«Via tutti i ripetitori, qui c’è il record di tumori»
Il Comitato Vivere Fontia ha preparato un dossier per la conferenza dei servizi «Tralicci e antenne non possono restare, lo dicono la legge e la nostra salute»
CARRARA. Questa mattina, in Comune alle 10, maxi-conferenza dei servizi per l’allarme elettrosmog a Santa Lucia: troppi ripetitori, troppe emissioni, e quindi il Comune ha convocato Arpat, ministero e oltre quaranta fra radio, tv e società per trovare una soluzione. Parteciperà ai lavori anche un rappresentanto del Comitato Vivere Fontia, che in vista dell’incontro di stamani ha preparato una corposa relazione. In estrema sintesi, la tesi del Comitato è che le antenne a Santa Lucia per legge sono incompatibili con quel luogo, e ha elencato tutte le motivazioni. Nella relazione, anche un dato preoccupante: secondo il Comitato, nel Fontiese vi sono più tumori e leucemie che non negli altri paesi carraresi.
Nella relazione si ricorda che, nell’analisi Arpat, sono state quattro le zone risultate critiche e a libero accesso; la più frequentata, è quella davanti alla chiesa. Accanto alla Chiesa vi è il cimitero. All’interno di esso, si trova una cappella con le lapidi dei morti fontiesi durante i conflitti mondiali, sia civili che militari. Il cimitero inoltre, è soggetto a vincolo architettonico – monumentale; la zona è crocevia di sentieri Cai che, dal mare, arrivano fino al Monte Sagro, e specialmente nelle giornate estive e primaverili è frequentato da appassionati di trekking. Ed essendo un luogo panoramico, viene frequentato in maniera esponenziale allorché sulla costa vi sono spettacoli pirotecnici o eventi quali le Frecce Tricolori che dall’alto offrono un impatto maggiore.
Il Comitato riporta inoltre le leggi che regolamentano la localizzazione e le caratteristiche dei ripetitori, sia nazionali che regionali. Santa Lucia, si fa notare, è riconosciuto come sito di interesse storico, monumentale, architettonico e paesaggistico, e quindi dovrebbe essere tutelato e le antenne non dovrebbero esserci o comunque avere un impatto visivo minore ed essere accorpate.
Il Comitato scrive inoltre che ad oggi non risulta ancora nessuna etichetta di identificazione sugli impianti. E ricorda che la funzione di vigilanza e controllo è prettamente a carico del Comune e che per i gestori degli impianti sono previste sanzioni da 1.000 a 4.000 euro per ogni singolo impianto presente sul traliccio. L’area interessata nei luoghi attorno ai ripetitori, a seguito di un sopralluogo del Comitato, è risultata contaminata da materiale elettrico di vario tipo a seguito di lavorazioni durante le installazioni dei vari ripetitori. Inoltre, «Consultando le varie mappe catastali, non torna il numero di edifici predisposti al contenimento delle centraline dei ripetitori. Preghiamo per tanto il comune di verificare eventuali abusi operati sul territorio. Forti delle leggi che regolamentano la materia, chiediamo che l’area venga ripristinata al suo antico ruolo, culturale, storico, paesaggistico, a fronte di una evidente incompatibilità tra gli impianti ed il luogo stesso. È palese che, oramai, i valori del campo elettromagnetico raggiunti, siano difficilmente modificabili al ribasso, in quanto il numero di emittenti presenti in loco è talmente alto che diviene impensabile un abbassamento della soglia». E, come accennato, secondo il Comitato vi sono «innumerevoli casi di tumori e leucemie che si sono riscontrati nella popolazione Fontiese e che non trova uguali nei paesi limitrofi. Visto che è stato evidenziato che i valori sono rischiosi per la salute, va ricordato che il sindaco, in qualità di responsabile della salute stessa dei cittadini, dovrebbe immediatamente sigillare l’area con decreto apposito, negando l’accesso al cimitero e alla Chiesa ai paesani, ricordando che l’altra Chiesa, in paese, è chiusa da anni per gravi pericoli strutturali. In attesa di nuove verifiche sullo spostamento del sito, e riqualificazione del luogo, chiediamo che venga installata una centralina di monitoraggio permanente nei 18 luoghi sensibili e le misurazioni dei valori anche nell’abitato del paese giacché non sono mai stati verificati. Ricordiamo inoltre che noi, come comitato del paese di Fontia, procederemo, in caso di esito negativo riguardante lo spostamento dei tralicci in un sito più idoneo, a far prevalere le nostre ragioni nelle sedi opportune». (m.b.)
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