Il Tirreno

Guerra tra i gestori e le società di nuoto Carabinieri in piscina

Guerra tra i gestori e le società di nuoto Carabinieri in piscina

La Butterfly: non possono più entrare, sono morosi Le associazioni: pretendono da noi cifre da capogiro

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MASSA. Due contendenti e - come sempre accade - due versioni contrastanti. Da una parte le associazioni “Centro nuoto Massese” e “Tirrenica Nuoto”, dall’altra la società Butterfly che gestisce la piscina. Nel mezzo, per tentare la via della pacificazione, il Comune: assessore Fabrizio Brizzi e sindaco Pucci in prima linea.

E tutto, ieri pomeriggio, si traduce in un testa a testa a bordo piscina con la Butterfly che impedisce l’accesso ai nuotatori e le associazioni che invitano i ragazzi ad entrare in vasca. Con tanto di divise dei carabinieri a mettere ordine. La questione è complessa e si concretizza in uno scontro che ha i contorni della battaglia legale, con gli avvocati già schierati.

La Butterfly lo dice a chiare lettere: le due associazioni sono morose e non hanno diritto di occupare le corsie. Loro, i nuotatori, garantiscano di aver già sborsato il doppio di quanto pagavano al precedente gestore, la cooperativa Delfino. Tutto, infatti, ruota intorno alle tariffe per l’affitto dello spazio acqua. Tradotto: quanto si paga per occupare una corsia e fare gli allenamenti.
La posizione delle associazioni.

Le associazioni, rappresentate dall’avvocato Roberto Iacopetti, “sventolano” il capitolato in base a cui la gestione della piscina è stata affidata alla Butterfly: «Lì sta scritto - ribadiscono - che i costi non avrebbero potuto subire un incremento superiore al 10%. Invece - a fornire i numeri è Cristina Coppola, segretaria delle due associazioni - siamo arrivati ad un aumento del 500%. Perchè - esplica i dati - accanto ad un incremento dei costi, c’è anche una riduzione del periodo di affitto. Se prima pagavamo 2,5 euro l’ora per l’utilizzo di una corsia, adesso ne paghiamo 8,26 per 45 minuti. Per noi - aggiunge - sono prezzi insostenibili. Prezzi- rinforza l’avvocato Iacopetti - ben al di sopra di quelli praticati negli altri impianti in cui la tariffa oraria non supera i 6,5 euro. Con la Delfino - le associazioni fanno un raffronto - spendevamo 7.700 euro l’anno, adesso abbiamo già fatto bonifici per 15.100 euro e siamo considerati ancora morosi». E non si tratta di spiccioli, ma di oltre 20mila euro.

La posizione della società. La Butterfly, da parte sua, chiarisce che le tariffe hanno avuto il via libera del Comune. E sottolinea che le associazioni non hanno pagato il dovuto tanto che - conferma il legale Riccardo Lenzetti - «sono in fase di notifica le due ingiunzioni. Abbiamo informato le associazioni che dal 1° maggio sarebbe stato impedito loro l’accesso, perchè morose. Abbiamo posticipato al 13». E tutto si è tradotto in un testa a testa, appunto, con tanto di carabinieri. «Le associazioni si sono imposte e sono entrate - continua il gestore - e noi abbiamo chiamato i militari». I ragazzi si allenano, ma il clima non è dei migliori. Così fallisce il tentativo di accordo.
Prove di mediazione. L’assessore Fabrizio Brizzi (sua la competenza sulla piscina) garantisce che la via della pacificazione è stata percorsa: «Abbiamo fatto trenta incontri, due la scorsa settimana alla presenza del sindaco. La società si è detta disponibile a praticare uno sconto del 20%, insufficiente però agli occhi delle associazioni». E sugli aumenti: «Prima esisteva un accordo tra associazion e coop Delfino, ma non un listino prezzi. Noi abbiamo avvisato che la società avrebbe impedito l’accesso». Certo -replicano i nuotatori- ma soltanto a mezzogiorno, due ore prima degli allenamenti. Versioni davvero inconciliabili. Così tanti giovani nuotatori, dai 6 ai 18 anni, si allenano, ma tra una bracciata e l’altra respirano un’aria piena di dissidi e dissapori che non fa bene alla cultura dello sport.

Chiara Sillicani

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