«Quei lavori al porticciolo uccideranno i bagni»
Sul Brugiano si alzano le scogliere e i balneari della zona sono preoccupati La replica dei gestori: «Non ci sarà alcuna ripercussione sulle correnti»
MARINA DI MASSA. «Se quelle scogliere vengono alzate la mia spiaggia scomparirà completamente». Così Fabrizio Rossi, titolare del bagno Giulia a Marina, commenta i lavori di rifioritura delle scogliere del porticciolo sulla foce del torrente Brugiano, lavori che in sostanza alzerebbero il livello delle due scogliere che delimitano l'area, portandolo a quello iniziale del 1993 – anno in cui venne costruito il porticciolo.
È così che mentre ai Ronchi gli animi dei balneari incominciano a calmarsi, a Marina si accendono, alimentando paure e polemiche che sembrano non avere fine: quelle per l'erosione della costa e la ricerca spasmodica del colpevole. Anche a Marina, infatti, la spiaggia di fronte agli stabilimenti balneari Vignali, Italia, Giulia e Nettuno, sta lentamente scomparendo davanti agli occhi dei loro proprietari. E i balneari puntano il dito contro il porticciolo. A sollevare la polemica è stato proprio l'avvio, nei giorni scorsi, dei lavori che porterebbero all'innalzamento del livello delle scogliere. Lavori che – secondo l'associazione Aeas (Associazione ecologica attività sportive) che gestisce il porticciolo – erano stati resi necessari per la messa in sicurezza dell'area, in seguito alle ultime mareggiate che hanno causato ingenti danni economici. «Questo è zona Sin (sito interesse nazionale) – commenta Aldobrando Tognoni, titolare del bagno Nettuno – e non capisco perché gli abbiamo dato il permesso di alzare le scogliere, quando a noi non lo danno. Qui ci sarebbe bisogno di rifare la scogliera parallela alla spiaggia, ma non lo fanno proprio perché è zona Sin. Non capisco perché la stessa Provincia che ora sta riparando danni ai Ronchi, qui li stia facendo».
«“Già da quando hanno costruito il porticciolo – incalza Fabrizio – la spiaggia è diminuita lato Viareggio, ma l'erosione è peggiorata negli ultimi due anni, da quando cioè hanno rialzato il livello delle scogliere. E questo perché così alte non permettono alla sabbia di passare, la bloccano nell'altro lato. E inoltre le onde non trovano sfogo, se non davanti ai nostri stabilimenti».
Ma dal porticciolo respingono le accuse. «Se la sabbia volasse – commenta Antonio Pizzamiglio, presidente dell'Aeas – allora gli darei ragione a dire che alzando le scogliere blocchiamo la sabbia. Ma non vola e noi non stiamo allungando la scogliera, la stiamo solo alzando. Loro danno un opinione soggettiva, noi diamo un parere tecnico. Abbiamo fatto infatti rilievi con geometri che ci hanno confermato che la scogliera si era abbassata di un metro e noi ora la stiamo ripristinando al livello originario». E ancora, riguardo la normativa sul Sin. «La normativa – continua – non permette di lavorare sotto o a livello dell'acqua in queste aree, ma noi stiamo lavorando sopra, quindi non stiamo in alcun modo violando nessuna regola». (M.C.)
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