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«Opposizione ottusa che fa male alla città»

«Opposizione ottusa che fa male alla città»

Pucci contro Democratici ed ex alleati: per loro prima i calcoli politici dell’interesse collettivo

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MASSA. Lo stop per ragioni di legittimità è solo “una manfrina”: le vere ragioni dell’ostruzionismo sono nel ritorno della «cultura disfattista del Pd che sta contagiando anche il candidato Volpi. È durissimo il sindaco Roberto Pucci nel suo commento a quanto accaduto la sera scorsa in aula.

«All'ordine del giorno del consiglio comunale – ricostruisce – ci sono provvedimenti urgenti, perché di grande utilità per il futuro della città, e indifferibili, perché necessari ad eliminare i danni che il loro procrastinarsi può generare ad alcune categorie economiche e a numerosi singoli cittadini, oltre alle conseguenti chiamate in causa per danni della amministrazione comunale. Oppure, qualcuno ritiene che gli aggiornamenti del quadro conoscitivo del Piano Strutturale, riguardo al rischio idraulico, o la variante per il Piano di Intervento del Comparto Stazione, o ancora i piani di intervento per il recupero e per l'edilizia sociale alle Casette, o infine le modifiche al Piano Strutturale in esito alla Conferenza Paritetica, siano cose di nessuna importanza o di scarso interesse collettivo?»

Eppure, attacca il sindaco, molti, «e qualcuno anche in ambienti che vorrebbero essere illibati», preferiscono l’ostruzionismo. Continuano, cioè, «ad appigliarsi a presunti vizi di procedura, per impedire lo svolgimento del consiglio comunale». L’obiettivo polemico numero uno è il Pd: «Siamo alla solita manfrina, in cui si è specializzato il partito democratico: nell’assoluta incapacità di opporre argomenti o idee all’azione, solerte ed efficace dell'amministrazione, ci si limita all’ostruzionismo; invece che alla lotta politica ci si dedica alla propaganda, trincerandosi nel bunker di una opposizione ottusa, sorda alle esigenze della città, che crea disagi e danni, non all'Amministrazione come vorrebbero far credere, ma direttamente ai cittadini, che da più parti chiedono iniziative e provvedimenti, per lo sviluppo e la ripresa dell'occupazione, e che non ne possono davvero più delle recite a soggetto e del chiacchiericcio politicante».

Ma c’è di più, secondo Pucci (e qui c’è la sciabolata al suo ex assessore ora candidato sindaco Alessandro Volpi e a chi ha lasciato la sua maggioranza): questa «cultura disfattista del Pd locale ha contagiato, come si sa, anche persone che fino a ieri hanno contribuito, bene o male, al governo della città. Ma come si fa, dopo aver sperimentato la pretestuosa opposizione del Pd nei confronti di decisioni e provvedimenti che hanno cambiato non solo la città ma anche il rapporto tra la politica e i cittadini, ad andare ad ingrossare le fila di chi invoca il ritorno al passato e la cancellazione di quanto di buono e giusto è stato fatto in questi anni? E soprattutto come si fa a sostener oggi, in ossequio all'azionista di maggioranza relativa, esattamente il contrario di quanto si dichiarava inoppugnabile solo qualche mese fa? Non sarà mica che gli emuli nostrani di Razzi e Scilipoti, si accingono, dopo aver rinnegato il proprio passato e le proprie convinzioni, a condizionare il proprio futuro, e quello della città, perché ormai hanno già “legato l'asino dove vuole il padrone”?»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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