Raccolte trecento firme per i servizi socio-sanitari
AULLA. Ieri mattina, di fronte al palazzo comunale, il neonato “Comitato per la salvaguardia dei servizi territoriali” ha raccolto ben trecento firme a sostegno di una petizione per il mantenimento...
AULLA. Ieri mattina, di fronte al palazzo comunale, il neonato “Comitato per la salvaguardia dei servizi territoriali” ha raccolto ben trecento firme a sostegno di una petizione per il mantenimento dei servizi socio-sanitari in Lunigiana, facendo particolare riferimento alla situazione delle tre case di riposo pubbliche, da giorni sotto i riflettori a seguito di una proposta di acquisizione da parte di sette Rsa private che operano in Lunigiana.
E sotto i riflettori c'è, ovviamente, la questione occupazionale, con le lavoratrici e i lavoratori della cooperativa Cadal, i quali prestano servizio nelle tre Rsa pubbliche, preoccupati per il loro futuro.
I promotori del neonato “Comitato per la salvaguardia dei servizi territoriali” ieri mattina hanno anche distribuito un volantino fra la gente a spasso per il mercato settimanale del sabato.
Ecco i passaggi salienti: «I tagli ai servizi pubblici in Lunigiana continuano tutt'oggi in un crescendo preoccupante. Se si avverasse ciò che viene descritto nelle pagine dei quotidiani locali circa la chiusura delle Rsa pubbliche, significherebbe togliere alle persone presenti in queste strutture, da essi ormai considerata la loro casa, il senso di sicurezza e protezione, le loro relazioni sociali, insomma la loro dignità. Non meno importante è il problema occupazionale. Gli operatori che prestano servizio in queste strutture perderebbero il loro lavoro, con conseguente aggravio della disoccupazione in una terra come la Lunigiana, già molto penalizzata sotto questo profilo».
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