Il Tirreno

«Lavori pubblici sempre ai soliti noti e ai parenti di...»

«Lavori pubblici sempre ai soliti noti e ai parenti di...»

Stefano Benedetti incassa l’appoggio di Jacopo Ferri e attacca l’amministrazione con un esposto alla Procura

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MASSA. Alla battaglia elettorale diviso ma deciso a usare armi pesanti. Il centrodestra massese si presenta con tre candidati diversi: Stefano Caruso, Pdl; Alessandro Amorese Fratelli d’Italia, Stefano Benedetti, lista civica area Pdl, anzi quattro se si considera la lista civica di Dario Dalle Luche, cosa che vanifica pressochè ogni speranza di arrivare almeno al ballottaggio, e tuttavia non demorde.

Ieri, Stefano Benedetti, candidato sindaco della lista omonima ha presentato il simbolo e incassato l’appoggio ufficiale di Jacopo Ferri, influente consigliere regionale del Pdl. «Sostengo con convinzione Benedetti: la vera alternativa è lui, lui in grado di trascinare elettori anche non di centrodestra, lui capace di rompere il sistema di potere che la sinistra ha creato da decenni in città», ha detto il Ferri.Per poi aggiungere: «Certo, avrei preferito che con lui ci fosse tutto il centrodestra: non è stato possibile, ognuno farà la sua parte».

«Il nostro obiettivo primo – gli ha fatto eco lo stesso Benedetti – è spazzare via questo sistema clientelare. E questa lista, formata da esponenti del centrodestra ma anche dalla società civile, si batterà per questo». Tra le proposte più innovative del suo programma elettorale l’istituzione di «un delegato alla povertà» per affrontare l’emergenza sociale, e «il rilancio del bilancio partecipato, fatto però davvero dal basso, non come quello di Volpi-Pucci».

Ma il clou della presentazione, in sui era assente Roberto Bufo, magistrato, fiore all’occhiello della lista (era impegnato in una “direttissima” al tribunale della Spezia), è stato l’annuncio di Stefano Benedetti di un esposto alla procura della Repubblica sui lavori pubblici in Comune. Il candidato ha raccolto («non è stato facile», sottolinea) tutti gli atti di affidamento di lavori di somma urgenza e di manutenzio e degli immobili comunali dal 2008 al 2011-12. Appalti affidati senza ricorso a una gara ad evidenza pubblica proprio perchè “di urgenza” o di ridotta entità. Elenchi che attestano spese per milioni di euro per interventi che vanno dalla manutenzione degli ascensori alle opere urgenti del dopo alluvione, dalla pulizia dei giardini pubblici all’imbiancatura delle aule. Ebbene, sostiene Benedetti, «a spulciare questi elenchi si scopre che sono sempre le solite ditte, quattro-cinque per ogni settore, a lavorare per il Comune. Ci pare che in zona ce ne siano molte di più, perchè dunque, non c’è una reale rotazione? Perchè si privilegia soltanto qualcuno?»

Di più: tra le aziende fornitrici dell’amministrazione civica,Benedetti ne ha scovata una di cui sarebbe titolare il cugino di un politico: una ditta che dal 2008 ha svolto lavori per conto di palazzo civico per un totale di circa 450mila euro. «Probabilmente – è il commento di Benedetti – non c’è nulla di illegale in tutto questo, anche perchè gli affidamenti dei lavori di somma urgenza sono di competenza e responsabilità dei dirigenti, non dei politici. Tuttavia, chiedo alla procura, è questo il senso della mia iniziativa, di svolgere indagini per capire se è davvero così: se è legittima questa politica degli affidamenti di lavori senza gara, se è corretto fare lavorare sempre le stesse aziende, se è lecito che gli appalti vadano ai parenti dei politici».

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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