Il Tirreno

“Fine” della Provincia nuova vita per gli assessori

di Claudio Figaia
“Fine” della Provincia nuova vita per gli assessori

Via consiglio e giunta, a Palazzo Ducale resta solo Angeli. Come commissario Per Magnani un incarico in vista al Senato, nessuno abbandonerà la politica

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MASSA. Alla spicciolata sono saliti ieri a palazzo Ducale per chiudere la posta elettronica, riconsegnare la scheda telefonica, ritirare gli effetti personali, salutare il personale. Qualche rimpianto, nessun addio ufficiale. Eppure quello di ieri è stato un piccolo evento storico: quello della fine della Provincia di Massa Carrara.

Neanche due anni fa si discuteva se nel nome, fra “Massa” e Carrara”, dovesse esserci il trattino o la “e”. Poi, arrivò la bufera: aboliamo le provincie, no, anzi, accorpiamole. Si disegnarono mappe, , una nuova geografia che ci vedeva con Lucca, con Pisa, Livorno e, forse Prato. Non se ne fece nulla: il decreto del governo non fu convertito in legge, si tornò alla “riforma” precedente, quella che prevede la sparizione di questi enti “intermedi”. E la Provincia di Massa Carrara, per il cui rinnovo degli organi si sarebbe dovuto votare in maggio, ha anticipato le altre chudendo i battenti alla mezzanotte di lunedì 29 aprile. Via presidente, giunta e consiglio, a casa 8 assessori e 24 consiglieri, per un risparmio complessivo di circa 700mila euro l’anno.

Resta solo Osvaldo Angeli che da presidente è stato nominato commissario straordinario per reggere l’amministrazione di Palazzo Rosso fino a fine 2013. E restano, anche, tanti interrogativi su come e a chi passeranno le competenze (e il personale) della Provincia.

Così, ieri, c’è stata la cerimonia dei “cartoni” pieni di documenti e cose varie portati fuori dagli uffici degli assessori. I quali tornano “normali cittadini”, senza cariche ma con immutata volontà – così dichiarano tutti – di restare in politica.

Fabrizio Magnani, ad esempio, vicepresidente e assessore alla Difesa del suolo uscente (meglio: uscito) e da 25 anni in politica, non solo non molla, ma rilancia. Dirigente dell’Unione comuni della Lunigiana in aspettativa, candidato del Psi alle elezioni comunali di Massa, prepara le valigie per Roma. Entrerà, probabilmente, nella segreteria del senatore Riccardo Nencini (che è anche un papabile sottosegretario). Gianluca Brizzi, che a palazzo ducale c’era solo dal 2010 (ai Lavori pubblici), tornerà a tempo pieno alla sua attività di consulente aziendale. Intanto è anche lui candidato (nel Pd) alle comunali.

«Certo che resterò in politica, non occorre avere cariche per farlo: starò tra la gente, ora a sostenere il candidato Alessandro Volpi, poi a disposizione del partito. E riprenderò il mio lavoro all’Unità», dice Lara Venè (assessore alla Cultura, Pd). Sulla stessa linea Raffaele Parrini (Politiche del lavoro): «Continuerò a impegnarmi in politica come semplice iscritto al Pd e riorganizzerò la mia attività professionale».

Per Domenico Ceccotti (che come la Venè era candidato alle primarie), il futuro prossimo è quello di candidato consigliere (capolista) per ilPd: «Purtroppo sono pensionato, sarei contento di tornare al mio lavoro di vigile urbano».

Sara Vatteroni(che era alle Finanze e al Turismo) saluta come «un’esperienza positiva ma giustamente solo una parantesi» il suo assessorato e torna a tempo pienoa alla sua atitvità professionale nel campo delle progettazioni europee. E la politica: «La passione c’è ancora, vedremo».

E “vedremo” lo dice anche Livio Grillotti (Ambiente), da 10 anni in aspettativa (in un’azienda privata): «Mi guarderò intorno verò cosa fare, la politica resta nel mio orizzonte».

Più defilato, Paolo Baldini (Attività produttive), che ha si appresta a riprendere il suo posto ad Assindustria (era in aspettativa): «La politica? Ho qualche dubbio...».

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