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All’Asl di Massa paga, al Versilia fa tutto gratis

All’Asl di Massa paga, al Versilia fa tutto gratis

Spina nel dito, qui 25 euro per la visita, a Lido incidono e medicano a costo zero

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La storia la racconta lui, il protagonista. E, a conferma di quanto dice, sventola referti e ricevute. A Massa paga per una visita di pochi minuti, a qualche chilometro di distanza aprono, suturano e medicano. A costo zero.

È il 25 aprile e Fabio Menchetti, 45 anni, si mette al lavoro in giardino. Pulisce e taglia le palme, poi l’inconveniente: una delle lunghe punte della pianta si conficca nel dito medio della mano destra. Menchetti si spaventa: «Non si trattava di una piccola spina - spiega i suoi timori - poi la paura era che potesse svilupparsi un’infiammazione». Non ci pensa troppo su: in auto alla volta del pronto soccorso. La fila - questa la buona notizia - non c’è e lo dimostrano i documenti. Ingresso alle 19.46, referto consegnato alle 19.54. Fabio arriva con l’idea che qualcuno quella spina fastidiosa gliela tolga, invece nulla: «Mi è stato detto che il piccolo intervento avrebbe richiesto una stanza sterile e che mi sarei dovuto presentare all’ambulatorio chirurgico il giorno dopo. Mi è stata prescritta una terapia antibiotica da associare ad impacchi di amuchina. Mi è subito parso strano - aggiunge - tanto più che la spina era ben visibile sotto pelle». In mano, con il referto, si ritrova anche un altro foglio. Deve presentarlo al Cup per pagare il ticket: «Pochi minuti di visita, la spina ancora lì e 25 euro da sborsare». A Fabio Menchetti quel ticket proprio non va giù (lo pagherà comunque il giorno successivo), ma soprattutto non è tranquillo: non se la sente di tornare a casa con il dito dolorante. Un minuto di riflessione e decide di fare qualche chilometro e raggiungere il pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Lì un po’ di fila c’è, tocca aspettare, «ma ne è valsa la pena» garantisce Menchetti. Perchè esce dal pronto soccorso, dopo un paio di ore, senza quella noiosa spina: «Ho dovuto attendere un po’, ma ho trovato competenza e professionalità. Colgo l’occasione per ringraziare il dottor Giorgio Bonari che si è occupato di me». Un leggero anestetico, spina tolta, due punti di sutura, immunoglobuline per evitare il rischio tetano e «pure una scatola di antibiotico per la terapia a casa». Fabio si aspetta il fatidico foglio per andare al Cup, quello versiliese e mettersi in regola. Invece nulla:« Mi hanno risolto il problema, senza che abbia versato un centesimo». Il giorno dopo torna all’ospedale di Massa: anche se insoddisfatto il ticket vuole pagarlo. Si mette in coda e salda i 25 euro. «Il giorno precedente era festa e lo sportello era chiuso». Ora è pienamente in regola e può togliersi un sassolino dalla scarpa: raccontare la sua storia. Con un dubbio:«Sarà mica che quel fatidico buco lo stiamo ancora pagando noi?»

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