Il Tirreno

il comitato torna all’attacco

Ponte 63: senza guado “grazie” al nostro sindaco

AULLA. Il comitato “Ponte 63”, nato a seguito del crollo del ponte di Serricciolo, torna ad attaccare duramente il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini. A motivare il nuovo affondo è la mancata...

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AULLA. Il comitato “Ponte 63”, nato a seguito del crollo del ponte di Serricciolo, torna ad attaccare duramente il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini. A motivare il nuovo affondo è la mancata realizzazione del guado sul torrente Aulella, soluzione che avrebbe consentito agli automobilisti e ai camion di bypassare le strade provinciali 13 di Canova e 19 di Quercia. Strade in cui lo slalom per evitare le buche è diventato uno sport magari poco piacevole, ma necessario. L'attacco è contenuto in una nota redatta dal comitato a seguito di un incontro con il dottor Antonino Melara, commissario delegato per l’emergenza post alluvione dell'11 novembre scorso: «Rassegnati a vedere sfumare la realizzazione del guado, dato il tempo ormai trascorso dall’emergenza nel pressoché assoluto (e sinistro) silenzio del nostro primo cittadino sul dramma che il crollo del ponte ha generato tra la sua gente, ci siamo recati all’incontro con Melara per tenere fede al primario impegno assunto con gli aderenti al nostro comitato: informare e tenere alta l’attenzione sull’urgenza di rimediare alla viabilità della zona, drammaticamente interrotta la notte tra l’11 e il 12 novembre 2012». All’incontro, svoltosi a Firenze mercoledì, erano presenti, oltre a Melara, due tecnici della Regione Toscana, secondo i quali «la realizzazione del guado sarebbe stata assolutamente preclusa da un troppo elevato rischio idraulico. Abbiamo rilevato che, in verità, nulla di tale preclusione risulta dalla relazione a noi consegnata, predisposta dall'Anas, dalla quale non si evince alcun rischio, né idraulico né di altra natura. Dunque, anche se non risulta in modo chiaro, ci dicono che il guado era tecnicamente improponibile. Ma non siamo convinti che le cose stiano davvero così: se i nostri amministratori e politici, invece di disertare le nostre assemblee e impedirci di partecipare alle loro riunioni, ci avessero spiegato da subito questo elementare concetto, dimostrandoci, in modo trasparente, il comprovato rischio idraulico correlato alla costruzione di un guado, non avremmo mai perso tanto tempo ed energie per insistere a richiederlo». Ad ogni modo, secondo il comitato “Ponte 63”, è Melara a tagliare la testa al toro, comunicando agli esponenti del comitato che «anche se il guado fosse stato realizzabile, il ritardo con cui il sindaco di Aulla ne ha chiesto la dichiarazione di somma urgenza ha comportato l’impossibilità di inserire il progetto nel piano degli interventi». A tale proposito, il comitato ha voluto approfondire l’analisi delle voci di spesa inserite nel piano degli interventi da Melara su indicazione del Comune di Aulla, «in cui compaiono molte voci di importi anche ingenti a cui non siamo riusciti a dare spiegazione e di cui ci prepariamo a chiedere formalmente conto».

Infine, il comitato “Ponte 63” ricorda al consiglio comunale aullese: «Lo scorso 26 marzo abbiamo chiesto, tramite alcuni consiglieri comunali di buona volontà, rimasti inascoltati, che il consiglio comunale si pronunciasse su alcune questioni particolarmente rilevanti per la vita della nostra (e loro) comunità, tra cui le motivazioni tecniche in base alle quali è stata affermata la sicurezza della strada provinciale 19 rispetto al transito dei mezzi pesanti, ignorando la delibera del consiglio comunale aullese del 23 gennaio scorso, approvata a maggioranza. Ripresenteremo queste domande perché vogliamo sapere chi è, ad oggi, il responsabile del disastro quotidiano dei tir che, più disperati di noi, si intraversano nelle carreggiate strette delle nostre strade provinciali e comunali».

Gianluca Uberti

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