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Da cavatore diventa sacerdote: a Bergiola è festa per fra Marino

Da cavatore diventa sacerdote: a Bergiola è festa per fra Marino

Ha lavorato dai 15 ai 36 anni, da Dazzi-Dell’Amico e da Corinno Cattani, poi la folgorazione ad Assisi

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CARRARA. Ex cavatore, oggi diventa sacerdote: fra Marino Lucchesi, dell’ordine dei frati minori conventuali, nel suo paese di Bergiola oggi alle 17 vedrà coronato il singolare percorso di vita e di vocazione, con l’ordinazione sacerdotale che riceverà dal vescovo Giovanni Santucci, alla presenza del padre provinciale della Toscana Nicola Scarlattino, oltre che del parroco di Bergiola don Massimo Nocchi, che ha seguito negli ultimi anni il suo riavvicinamento definitivo ala vita religiosa.

E sicuramente ci sarà tutto il paese, a stringersi attorno a fra Marino e ai suoi familiari, mamma Pierina e le due sorelle minori.

Il papà, Ferdinando, non c’è più: morì in un tragico incidente in cava, nel febbraio dell’83 («Dopo quella tragedia - racconta fra Marino - in casa ci siamo rimboccati le maniche, ma il Signore ci ha sempre assistito, non ci è mai mancato niente»).

Fra Marino, 52 anni, fin da bambino ha frequentato la chiesa parrocchiale di San Rocco; cantava nel coro, faceva il cherichetto. Ha sempre avuto fede, ma la manifestava andando a messa e poco più. Finite le scuole medie, subito a lavorare in cava: prima con Dazzi e Dell'Amico alla cava Fantiscritti Carbonera, dove era uno degli addetti al taglio, poi con Corinno Cattani a Colonnata, addetto alla trivellatrice. «Andavo alla messa alla domenica - racconta - ma mi piaceva anche andare a ballare e divertirmi». Il venerdì sera, macchinate con gli amici e le amiche: tappe fisse, il Concorde in provincia di Pistoia, ma anche Lago di Garda, Parma. Il sabato, il bis. Da fine Anni Ottanta a inizio 97 le ha girate tutte, con la compagnia del paese ma anche con amici di Carrara. Alla domanda se abbia mai avuto una ragazza o una fidanzata, visto il momento particolare (oggi diventa sacerdote...), preferisce non rispondere.

La folgorazione, il momento che gli cambia la vita ha una data precisa: il sabato di Pasqua 97, la veglia pasquale ad Assisi: «Con degli amici avevamo deciso di passare le feste di Pasqua ad Assisi: quel sabato sera, all’ingresso in Basilica, per me è cambiato tutto. Ho sentito che la mia vita doveva essere con i frati francescani».

Torna a casa, ma è inquieto: «Mi metto in contatto con padre Angelo Api, che avevo conosciuto in quei giorni ad Assisi e che qualche mese dopo morì nel terremoto del settembre 97 all’interno della basilica; lui mi indirizzò al convento di San Miniato, lo iniziai a frequentare nei fine settimana, per prova, e a settembre di sedici anni fa mi licenziai dalle cave ed entrai in convento».

Qui inizia il percorso per diventare sacerdote: prima il diploma magistrale, poi l'università, all'istituto teologico di Assisi. Ottanta esami in cinque anni. Ma c’è stata un’altra pausa, nel percorso: «Nel 2004 - prosegue - ho avuto una crisi: la mia vocazione era ancora forte, però in quel momento volli uscire dal convento». E così, torna a lavorare, non in cava ma in una falegnameria alla Partaccia. Nel 2009 però torna dal provinciale (il responsabile per la Toscana), chiede di essere riammesso, e viene riaccolto in convento. Completa il percorso di formazione e oggi, a 52 anni diventerà sacerdote dell’ordine dei frati minori conventuali, l’ordine voluto da San Francesco 800 anni fa.

Modelli? San Francesco, Sant’Antonio, Padre Pio? «Chi mi ispira è Gesù Cristo - risponde deciso fra Marino - Gesù è sempre vicino a noi».

Oggi non farà discorsi particolari: «No, farò solo i ringraziamenti»; parleranno il vescovo e il provinciale padre Nicola Scarlattino. Domattina alle 10,30 la sua prima messa, sempre nella chiesa parrocchiale di San Rocco a Bergiola. «Poi tornerò a San Miniato: lì siamo cinque sacerdoti. Seguo i giovani, pensi che sabato prossimo ci saranno 600 ragazzi da tutta l'Europa».

Fra Marino Lucchesi è felice; e oggi, ne siamo certi, a fare festa con lui ci saranno i paesani, ma anche molti suoi ex colleghi cavatori e chissà, anche gli amici delle scorribande in discoteca: Roberto, Fabrizio, Marco, e tutti gli altri.

Felice anche don Massimo Nocchi, il parroco che ha seguito (è a Bergiola dal 2005) il definitivo riavvicinamento alla vita religiosa di fra Marino: «Per me - sottolinea - è una gioia grande. In paese è da tantissimo che non c’era una consacrazione, siamo veramente tutti contenti». (m.b.)

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