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Bagnone, frena la fusione con Villafranca
BAGNONE. Il consiglio comunale previsto per il pomeriggio di sabato è stato annullato. In questa seduta si dovevano definire i passi per la fusione tra Bagnone e Villafranca. Un rinvio che non è da...
BAGNONE. Il consiglio comunale previsto per il pomeriggio di sabato è stato annullato. In questa seduta si dovevano definire i passi per la fusione tra Bagnone e Villafranca. Un rinvio che non è da considerare uno stop, ma più come un ponderare saggiamente l’iter burocratico e i vari steps di avvicinamento a questa unione di intenti e di fatto. Villafranca Libera, associazione politico-culturale del capoluogo comunale, nei giorni scorsi, ha lanciato un appello alle due amministrazioni esortando a “fare presto”, visto che prima si procede e più vantaggi si ottengono.
Appello che non è rimasto inascoltato visto che martedì scorso i due primi cittadini si sono incontrati, un primo contatto tra due comprensori che da decenni hanno più di una cosa in comune. Proprio queste affinità faciliterebbero notevolmente le cose. Villafranca e Bagnone hanno già in comune la stazione ferroviaria ed una storia di scambi, anche extracommerciali, ben nota. Dire che però è cosa fatta sarebbe troppo prematuro, quello che è certo che si stanno ponendo le prime basi per raggiungere l’obiettivo finale.
«Stiamo ancora ragionando – racconta Gianfranco Lazzeroni sindaco di Bagnone – le possibilità sono concrete, però bisogna definire i passi che ci condurranno a essa».
Dello stesso avviso si mostra anche Pietro Cerutti: «Stiamo valutando su come si possa mettere in atto, quello di cui siamo certi sono i vantaggi che ne deriverebbero per entrambi gli enti, che riguarderebbero i costi di gestione e il potenziamento dei servizi che si possono elargire ai cittadini».
Le nuove normative, che guidano la genesi di queste nuove forme amministrative, varate dalla governance nazionale nel 2012, ovvero il fiscal compact e la razionalizzazione dell’erogazione di fondi pubblici, rivoluzioneranno il normale modo di concepire la natura stessa degli enti comunali. Un matrimonio, quindi, che “s’ha da fare”, nei prossimi giorni si intensificheranno i briefing tra le due amministrazioni, visto che un limite di tempo c’è: entro il 30 aprile.
Cristiano Borghini
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