«Accuse infamanti, non siamo assenteisti»
Inchiesta in Provincia: lavoratori, sindacati e il presidente Osvaldo Angeli contro la “gogna mediatica”
MASSA. “Carabinieri e magistratura facciano il loro lavoro, abbiamo la massima fiducia nel loro operato. Ma non si colpevolizzino tutti i lavori e non si sia un’immagine distorta dell’amministrazione provinciale. Da Palazzo ducale arrivano repliche a ripetizione, ma tutte più o meno dello stesso tenore, alla notizia delle indagini sull’assenteismo in corso in città.
Interviene a difesa dei dipendenti il presidente Osvaldo Angeli:«Non si può definire l’indagine in corso “sull’assenteismo in sè” ma su qualcuno che ha commesso irregolarità e si fa bene ad accertarne e circoscrivere le responsabilità. Aggiungo che non si è scatenata alcuna forma di panico tra i dipendenti nè risulta alcuna richiesta a posteriori di giustificativi da parte di dipendenti e di conseguenza risulta che nessun dirigente abbia sottoscritto giustificativi».
Anche per la Rsu dei lavoratori gli inquirenti «fanno bene ad intervenire se ci sono, ma parlando di caccia agli assenteisti di panico tra i lavoratori, si colpiscono duramenente la dignità di chi quotidianamente ed onestamente svolge il suo servizio. Ciò che è tangibile non è la preoccupazione per le accuse infondate loro rivolte, ma l'indignazione e l'amarezza per quanto riportato sulla stampa e non da oggi.
La segreteria della Fp Cgil sostiene poi: «La cosa peggiore che sta capitando alle lavoratrici e lavoratori onesti della Provincia ( ma anche del Comune di Massa) è questa sorta di processo mediatico preventivo in cui tutte è tutti vengono assimilati ad assenteisti truffaldini. Ciò è inaccettabile e dannoso non solo per la loro dignità e reputazione ma è anche dannoso per cittadine e cittadini che, a furia di veder colpito indiscriminatamente il lavoro pubblico, si vedranno sottrarre pezzi sempre maggiori di stato sociale a favore del profitto del privato. Il lavoro pubblico è un "bene comune" da tutelare: all'interno da furbetti truffaldini ed all'esterno da inutili e dannose campagne mediatiche ».
Piena fiducia nella magistratura, dunque, chiude la segreteria provinciale della Cgil «e invito ai dirigenti perché esercitino il loro dovere di controllo, senza alcuna connivenza come crediamo da sempre facciano, e piena fiducia in colleghi e colleghe che sappiamo essere operosi ed onesti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
