Il Tirreno

«Abbiamo tanta fame di verità»

di Fabrizio Palagi
«Abbiamo tanta fame di verità»

A quasi un mese dal delitto la famiglia di Marisa Morchi attende ancora di celebrare i funerali

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CASTELNUOVO MAGRA. «Domenica prossima sarà un mese esatto dall’omicidio di mia madre e ancora siamo in attesa, io e i miei figli, di poter celebrare i suoi funerali. Sono certa che il lavoro degli inquirenti darà risultati, ma, allo stesso tempo, devo ammettere che stiamo facendo di tutto per non finire in preda alla disperazione».

Marina Palma parla d’un fiato: assieme ai due figli, Luca e Matteo, sta attraversando un periodo terribile, appunto iniziato lo scorso 14 marzo quando Marisa Morchi, 77 anni, venne massacrata nella propria abitazione di via Palvotrisia dove viveva da sola.

È stata proprio Marina a scoprire il corpo della mamma, ormai privo di vita, riverso sul pavimento in una pozza di sangue. Una visione agghiacciante che rimarrà per sempre nella mente della ex agente della polizia municipale, attualmente impiegata nell’ufficio anagrafe del Comune.

«Ho ripreso il lavoro - continua Marina Palma - anche per poter liberare un attimo la mente e tentare di buttarmi, nei limiti del possibile, in quella quotidianeità perduta nel primo pomeriggio di giovedì 14 marzo quando, non trovando la mamma ad attendermi a casa mia, mi sono precipitata nella sua abitazione, facendo quella orribile scoperta. Sono trascorse più di tre settimane e adesso, assieme a Luca e Matteo, coltiviamo un’unica speranza: la verità e la giustizia devono trionfare. È questo che ci sostiene e ci dà la forza di andare avanti. La mamma è stata massacrata e il suo assassino è ancora in libertà: non è poco da mandare giù, ma, ripeto, la speranza ci aiuta».

Frattanto sul fronte delle indagini tutto tace. I carabinieri del Ris sono tornati più volte nella casa degli orrori, al civico 37 di via Palvotrisia, alla ricerca di elementi utili a risalire a chi, dalle 10,30 alle 13 di quella tragica mattina di fine inverno, infierì sulla 77enne, colpendola più volte con un oggetto pesante e tagliente, tipo roncola o accetta, per poi accanirsi sul corpo ormai senza vita, fino ad amputargli le mani.

Un omicidio finora senza colpevoli, dunque, sul quale stanno però indagando i migliori investigatori dei carabinieri, giunti in forze nella casa di via Palvotrisia. Adesso, come dice Marina Palma, si attendono esiti dal loro lavoro, a seguito del quale il corpo di Marisa Morchi potrà finalmente ricevere sepoltura.

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