Il Tirreno

Il dono da 1,4 milioni a 300 famiglie

di Cinzia Carpita
Il dono da 1,4 milioni a 300 famiglie

Il sindaco: tutti uniti, chi dà e chi riceve. Per i lavori facciamo il possibile ma la burocrazia non si ferma di fronte ai disastri

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. La sala Marmoteca della Imm alle 10 e un quarto era gremita da oltre trecento persone: gli alluvionati destinatari del contributo (1,4 milioni complessivi) che servirà loro a ricomperare almeno parte delle cose perdute nelle abitazioni allagate e invase dal fango nelle due alluvioni del novembre 2012. Ieri sono stati distribuiti gli assegni dell’asta dei blocchi. Il contributo regionale (per circa 900mila euro in totale) verrà accreditato sui conti correnti dei destinatari. In base al reddito Isee (fino a 36mila euro), il totale dei contributi è stato articolato su tre fasce: da 2.100 euro, 3.800 e 6.900, ha specificato il sindaco a fine cerimonia.

Un pezzo di Carrara martoriata dalle due bombe d’acqua ha ricevuto tanta solidarietà e sostegno: da semplici cittadini, da associazioni, dalla protezione civile, dal settore sociale del Comune, e dagli industriali del marmo. Gli assegni staccati ieri per le famiglie beneficiarie, sono derivati dall’asta dei blocchi di fine 2012, che ha fruttato circa 500mila euro. Come ha poi spiegato l’imprenditore Andrea Rossi, l’80% va alle famiglie alluvionate, il 10% servirà per il ripristino di mezzi e attrezzature della protezione civile, e il 10% resterà nel conto della Caritas (che ha curato le procedure dell’asta assieme agli industriali) per ulteriori iniziative di beneficienza.

Davanti alla platea degli alluvionati, il sindaco Angelo Zubbani, il presidente di Assindustria, Giuseppe Baccioli, gli imprenditori Alessandro Corsi, Francesco Andreani e Andrea Rossi, e don Francesco della parrocchia della SS. Annunziata di Marina.

Il sindaco ha spiegato: «Il gesto di stamani non è risolutivo, ci sono problemi ancora aperti dentro e fuori delle case». Ha sottolineato l’impegno della protezione civile con il volontariato, che ha invitato alla cerimonia, assieme a una delegazione di vigili del fuoco, ed ha espresso a tutti la gratitudine dell’amministrazione comunale, anche «alla Imm e, ai tanti che hanno dato una mano per i pacchi alimentari, ringrazio le società sportive, le associazioni, la Sam e le cooperative dei cavatori che hanno donato elettrodomestici. Tutti gesti che dimostrano che la città all’occorrenza si stringe attorno a chi ha bisogno». Ha invitato alla compattezza contro le calamità naturali. «Ormai non piove più, diluvia. Dobbiamo attrezzarci di più e meglio, anche rispeto a errori del passato. Vedere oggi che c’è gente che ripulisce i fosseti del proprio orto, per far defluire le acque, indica che si sta cambiando. Dal’11 novembre sono stati effettuati 80 interventi sul territorio, abbiamo appaltato i lavori alle Canalie e a Bonascola per complessivi 2 milioni di euro. Il 15 aprile consegneremo i lavori alle ditte per intervenire su frane e canali. Sono in corso le procedure, e il 30 aprile assegneremo i lavori per il muro lungo il Parmignola e per il ponte sulla litoranea, con 4 milioni della Regione. E potremo pagare le ditte».

Per rispondere alle lamentele degli abitanti, che attendono l’inizio dei lavori per la messa in sicurezza del territorio, Zubbani ha puntato il dito sulla «burocrazia che non si ferma davanti ai disastri. Stiamo facendo il possibile e non è pensabile che in pochi mesi si possa sistemare tutto il territorio. Ci vuole un piano che consenta di fare qualcosa ogni anno, occorrono buoni studi, buoni progetti e buoni lavori. Senza copertura finanziaria stiamo censendo le frane, e aggiornando lo studio sul reticolo idrico. Speriamo di avere i finanziamenti del governo che ha stanziato 110 milioni per la Toscana, il 25% dei quali, secondo il governatore Rossi, dovrebbe andare alle famiglie e alle imprese. Ma non conosciamo ancora quali saranno le quote per Carrara».

Zubbani replica anche a chi (Movimento 5 Stelle) ha invocato maggiore riservatezza, rispetto alla cerimonia con gli alluvionati: «Non siamo qui per mettere in imbarazzo qualcuno, o per mettere distanze fra chi dona e chi riceve. Siamo qui tutti insieme. L’Amia ha portato via 1.500 tonnellate di materiali “ingombranti”, che non erano tutti fiaschi rotti, erano cose care, ricordi, sentimenti. Pensiamo a cosa è rimasto nelle case alluvionate. Per questo condividiamo un sentimento di vicinanza e di solidarietà, Carrara ha affrontato molti momenti difficili nella sua storia, sa soffrire e non si sgomenta». L’appello del sindaco è di «essere uniti. Siamo nelle difficoltà, ma tutti insieme possiamo farcela».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani