Il Tirreno

È massese uno dei reporter bloccati in Siria: ore d’ansia sperando nella liberazione

È massese uno dei reporter bloccati in Siria: ore d’ansia sperando nella liberazione

Andrea Vignali è un documentarista freelance 35enne, stava lavorando con tre colleghi a un reportage. Le sue tracce si sono perse il 4 aprile, vicino al confine con la Turchia. Vive a Roma ma lavora spesso in Toscana: suoi numerosi video su cultura e tradizioni in Alta Versilia

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C'è un toscano tra i quattro giornalisti italiani bloccati e spariti nei giorni scorsi nel nord della Siria, al confine con la Turchia. Si tratta di Andrea Vignali, 35 anni, massese, documentarista freelance. Il sequestro è stato confermato dalla Farnesina, che segue la vicenda attraverso una speciale unit di crisi. Gli altri sono Amedeo Ricucci, inviato Rai, Elio Colavolpe, fotografo, e Susan Dabbous, giornalista italo-siriana, collaboratrice del Foglio e di Avvenire. Le loro tracce si sono perse il 4 aprile. Sarebbero stati traditi dai propri accompagnatori appena passato il confine. Nella stessa zona, a gennaio, era stato rapito il giornalista americano freelance James Foley.

Andrea Vignali vive a Roma e ha un suo blog. Come videomaker opera su scenari internazionali, nazionali e locali. Sul web si trovano numerosi suoi documentari legati al territorio toscano, in particolare nell'Alta Versilia, con l'intento di fissare memorie e tradizioni: dalla storia della Cooperativa condomini di Levigliani a quella delle origini del Palio di Querceta. Tra i suoi lavori c'è anche la sigla d'apertura delle "Invasioni Barbariche", il programma di Daria Bignardi.

I quattro giornalisti erano impegnati da giorni in un reportage sperimentale dal titolo "Silenzio, si muore", un esperimento di giornalismo partecipativo per il programma "La Storia siamo noi" e che prevedeva collegamenti quotidiani con un gruppo di ragazzi di una scuola di San Lazzaro di Savena, a Bologna.

Secondo fonti ufficiose i quattro stanno bene. Nelle ultime ore è cresciuta una certa fiducia per una loro possibile liberazione; ma al momento non si registrano novità. Le famiglie, gli amici e i colleghi dei quattro reporter sono ovviamente in ansia in attesa che la situazione si sblocchi.

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