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Il signore dei gelati e l’incubo del turismo che sta scomparendo

Il signore dei gelati e l’incubo del turismo che sta scomparendo

Il titolare di “Aruè” festeggia 25 anni di attività e dice: Marina è più bella e curata di un tempo, ma offre poco

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MASSA. «Mi chiedete come andranno gli affari per Pasqua? Tutto dipende dal tempo: l’unica nostra attrazione è il mare, tolto quello, tolto tutto». A commentare con una certa amarezza è Fabio Carmassi, titolare della gelateria di Marina “Aruè”, in piazza Giovanni Pellerano, che quest'anno festeggia le nozze d'argento della sua apertura (inizialmente a Massa) e i vent'anni a Marina.

Era, il 1993 quando Aruè arrivò in una Marina che allora era méta prediletta di tantissimi turisti in villeggiatura. Da allora la gelateria è cresciuta, rinnovandosi e facendosi conoscere anche, o soprattutto, fuori dai confini massesi, servendo dolci e gelati a diverse generazioni nonché a qualche personaggio famoso, come Luca Giurato o vari calciatori.

Carmassi, da dietro il bancone del suo locale ne ha viste ormai tante e il suo è un punto di vista privilegiato per capire problemi e tendenze del turismo massese. Sentiamolo.

«La Marina degli anni Novanta – dice Fabio – da un punto di vista estetico e architettonico era sicuramente molto meno curata di oggi. Il parco qui davanti era praticamente abbandonato e anche le spiagge erano molto meno curate. Poi piano piano è iniziato il restyling. A quell'epoca, infatti, stavano costruendo diverse case che venivano acquistate soprattutto da emiliani e piemontesi come seconda casa e c'era quindi bisogno di rendere vivibile e accogliente la zona. Tuttavia, per quanto riguarda il turismo, paradossalmente, è vero l'inverso: prima c'erano tantissimi turisti mentre ora pochi». In sostanza, arla città migliorava ma i turisit diminuivano. Un paradosso. Vent’anni fa i villeggianti venivano a giugno e se andavano a settembre, ora questo tipo di turista non esiste più. Si fermano un weekend, una settimana o al massimo due. E questa è una conseguenza della crisi. «Ma è dovuto anche – dice ancora Fabio – ad altri fattori. Oltre al sole a alla spiaggia la città non offre nulla ai turisti. Nessuna mostra, pochissimi eventi, poca valorizzazione del territorio. Basti pensare a quando piove: i turisti non si fermano, vanno a Lucca, a Pietrasanta o a Sarzana. Hanno pensato bene di ristrutturare Marina ma poi non hanno pensato a valorizzarla: l'hanno abbandonata alla sporcizia.

Sulla pulizia, Carmassi ha idee precise: «Si guardi a Forte dei Marmi: là i commercianti, a fine lavoro, mettono fuori dal negozio i rifiuti che verranno raccolti direttamente. Qui si accumulano per giorni nei bidoni che spesso, poi, sono piazzati davanti ad alcuni degli hotel più importanti della zona. Ma poi si guardi le strade o le stesso parco qui davanti: non vengono puliti mai. Tra la crisi e i pochi turisti immagino che non sia facile andare avanti con la gelateria. Fortunatamente la mia attività riesce a reggere. Certo il lavoro è calato molto negli ultimi anni, però mentre prima c'erano più turisti e più soldi ma noi non ci eravamo ancora fatti conoscere, adesso ci sono meno turisti e meno soldi, ma noi siamo più conosciuti. Vengono tantissimi clienti da Forte e da Sarzana appositamente per prendere vaschette gelato o dolci. Quindi diciamo che i fattori fortunatamente si bilanciano. Certo è che non siamo sulla strada giusta per far andare le attività».

Il signor “Aruè” le sue ricette per risollevare Marina le da tempo: «Sono cose che si ribadiscono da anni ormai e ogni volta rimangono inascoltate. Anzitutto bisogna creare attrattive come festival, mostre, percorsi di trekking e via dicendo. Anche perché l'erosione è un problema con cui stiamo facendo i conti e non bisogna sottovalutarlo: se un giorno non ci fosse più la spiaggia, che si fa? Poi, bisogna tenere più pulita la città e anche noi commercianti bisogna metterci del nostro per cercare di dare un'identità alla zona. Ci sono attività, ad esempio, che hanno ancora sedie in plastica e ombrelloni della Coca-Cola. Sarebbe meglio avere un altro stile».

Melania Carnevali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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