Il Tirreno

L’avvocato si finge povero per non pagare le tasse

L’avvocato si finge povero per non pagare le tasse

Accertamento della Finanza a un professionista con uno studio ben avviato Le fiamme gialle hanno convocato i clienti. Il legale: «Mi pagano in pochi»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Il primo trimestre del 2013 prosegue sulla falsariga dell’anno precedente: la guardia di finanza non dà tregua agli evasori. Nel mirino delle fiamme gialle del colonnello Giuseppe Autuori ci sono ancora i liberi professionisti. Stavolta, dopo aver scoperto i medici allergici al fisco, nei guai ci finiscono gli avvocati. Sono in particolare due i legali che hanno presentato dichiarazioni di reddito troppo basse per essere vere. E così è partito l’accertamento.

Le modalità seguite dai finanzieri sono quelle di routine: hanno contattato i clienti degli avvocati e li hanno convocati per avere delle spiegazioni. Hanno preso noto delle parcelle regolarmente saldate, la maggior parte senza fattura, e poi si sono appostati davanti allo studio di uno di loro (l’altro ancora no) e hanno cominciato a prendere nota dell’andirivieni. Stimando un giro di affari tre volte superiore a quello dichiarato. Il tutto è già stato contestato all’avvocato che però si difende rifiutando ogni addebito e spiegando che la maggior parte dei clienti chiede e ottiene - data la crisi - la dilazione dei pagamenti. L’altro collega nel mirino è ancora all’oscuro di tutto.

Oltre che per i liberi professionisti sono tempi duri anche per gli artigiani che vogliono fare i furbetti per non pagare le tasse. Qui le fiamme gialle hanno un aiuto in più: sono i clienti che quando non vedono la fattura chiamano il 117 e segnalano il tentativo di evasione. Almeno un paio di casi alla settimana. Quelli che cercano di frodare l’Agenzia delle Entrate sono soprattutto gli idraulici. Nonostante l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti imposto dal governo (niente contanti sopra i mille euro) continuano a farsi pagare in banconote dai clienti e al massimo il preventivo, quando è superiore, se lo fanno liquidare in più volte. Ma la finanza non sta a guardare e qualcuno di questi artigiani è già finito nei guai.

Troppe le armi a disposizione delle fiamme gialle per farla franca. Si comincia dagli studi di settore. L’anno scorso per esempio proprio un idraulico era stato scoperto perché aveva dichiarato un reddito poco superiore a quello del suo apprendista. Aveva esagerato e si era beccato l’accertamento. Ma oltre allo studio di settore, che non sempre risolve i casi più complessi, ci sono altre armi per far pagare le tasse. Così i militari, quando qualcuno segnala di aver effettuato un pagamento in nero oppure a campione, cominciano a spulciare i movimenti bancari dell’idraulico, piuttosto che del muratore per capire se ha fatto dei versamenti che non risultano negli introiti dell’attività. Se poi questo non basta ecco che c’è il tenore di vita: la sfilza di quelli che dichiaravano una miseria che viaggiavano su macchinoni di lusso oppure che andavano in vacanza tre volte all’anno si allunga sempre di più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera