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Fanghi tossici, partono i lavori di bonifica
La Provincia accelera, da domani l’intervento all’ex Damas, ma sui terreni occorrono nuove analisi
MASSA. Inizieranno domani i lavori per la rimozione della messa in sicurezza dei rifiuti tossici che – da 11 anni – sono racchiusi in alcuni container nell’area ex Damas, al confine fra Aurelia e impianto Cermec.
Lo annuncia la Provincia che parla di “acceleratore premuto” per mettere in sicurezza i fanghi inquinanti e il terreno circostante. Non è ancora chiaro, però, dove finiranno questi rifiuti: saranno sulla base di ulteriori analisi sui materiali che si deciderà la destinazione finale. E neanche è certo quale tipo di bonifica sarà necessario fare sui terreni, passaggio, anch’esso, che dovrà essere definito da analisi sull’area.
Le risorse, comunque, ci sono: sono i 200mila euro stanziati dalla Regione Toscana, e l’intervento è stato appaltato alla Ecomar Italia Spa con un ribasso del 15% sulla base d’asta, con un contratto che comprende anche la caratterizzazione dei rifiuti.
Domani, dunque, via ai lavori che saranno conclusi entro due mesi, per il 19 maggio prossimo, cioè, salvo imprevisti dovuti ad eventi meteorologici.
La prima parte dell’intervento riguarderà la messa in sicurezza dei rifiuti presenti nei container e nelle stive attraverso operazioni di movimentazione interna, analisi (per ricondurre i materiali ad una delle tipologie conosciute di rifiuti), confezionamento in idonei contenitori e successivo deposito, provvisorio, sempre nella ex Damas su un’area impermeabile.
Quindi si procederà alla rimozione di altre tipologie di rifiuto presenti (sacchi di calce, contenitori di metallo, cisterne di plastica contenenti liquidi), che saranno portati a impianti di smaltimento.
Infine, sarà svolta anche un’indagine preliminare sulle “matrici ambientali” per la ricerca di inquinanti riconducibili alla tipologia di rifiuti abbandonati nell’area.
«Inizia così un percorso concreto verso la definitiva messa in sicurezza dell'area», dice il presidente della Provincia. «È un percorso accidentato, quello che abbiamo dovuto affrontare –prosegue – , anche per le vicende giuridiche legate alla riscossione della polizza assicurativa. Devo dire, però che, grazie al finanziamento concesso dalla Regione Toscana, si stanno concretizzando due obbiettivi fondamentali: la messa in sicurezza dei rifiuti e la caratterizzazione necessaria per l'individuazione del destino finale degli stessi».
Non possiamo ancora dire, chide Angeli «di essere arrivati alla conclusione definitiva della vicenda, come testimonia la decisione di condurre indagini preliminari sulle matrici ambientali, indagini che consentiranno di realizzare un ulteriore lavoro di approfondimento sullo stato del suolo, del sottosuolo e della falda (su cui i rifiuti sono rimasti per 11 anni ndr.). Ma, intanto, un primo importante passaggio di sicurezza sta per essere portato a termine».
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