Paura per il pappagallo Garibaldi rapito da falsi animalisti
Parla Giacomo Fineschi proprietario del volatile liberato dall’Alf «L’ho sempre trattato bene e ora invece temo per la sua salute»
MASSA. Non ci sta a passare per un maltrattatore di animali, lui che a Garibaldi, l’amico pappagallo rapito dagli animalisti dell’Alf da una voliera in una concessionaria di auto di viale Mattei,«vuole un bene dell’anima» e ha paura invece che l’animale soffra la sua mancanza. Giacomo Fineschi, il proprietario, respinge ancora le accuse degli animalisti e anzi accusa. «Mi sorgono molti dubbi quando i rapitori diconoche si è fatto accarezzare e prendere in mano da altre persone sconosciute, sicuramente non l'hanno tirato fuori dalla gabbia con la delicatezza visto che gli hanno staccato le piume dalla coda gelosamente protette dal pappagallo.
Che abbiano fatto delle analisi lo provino, che siano state fatte sul mio pappagallo, pure, visto che dall'ultima visita fatta dal mio veterinario risulta tutto a posto, pretendo delle prove che Garibaldi sta veramente bene!! Visto che io l'ho allevato e cresciuto come un figlio, e chi ne possiede uno lo sa cosa significa, che mi dicano dov'è in modo da poter vedere con i miei occhi che effettivamente è sereno e tranquillo, sono disposto per primo ad ammettere che sia passato a vivere in un luogo migliore, salvo che lo sia.
Come si può pensare che dopo una settimana, strappato in maniera brutale, dalla sua quotidianetà e dai suoi affetti possa essere tranquillo come dicono loro? E perché degli animalisti come loro tolgono l'anello di riconoscimento? Da amante degli animali mi sento offeso perché non penso che la violenza risolva i maltrattamenti sugli animali, esistono Enti efficaci e appositi per i maltrattamenti sugli animali, persone che tutti i giorni si impegnano nei diritti degli animali civilmente e legalmente».
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