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«Grazie a tutti per la bella idea»
Ancora fango e disperazione, ma anche gratitudine degli alluvionati destinatari di elettrodomestici donati da Sam e cooperative di cavatori
CARRARA. «Grazie, grazie a tutti». L’ultimo pellegrinaggio nei piazzali della Sam, lo hanno fatto ieri venti alluvionati, con in mano i cartelli preparati dal Comune: nome e cognome ecosa dovevano prelevare. Un solo pezzo a ogni beneficiario, tra frigoriferi, deumidificatori, e cucine. Ieri è stata la terza e ultima consegna degli elettrodomestici che la Sam assieme alle cooperative di cavatori di Gioia, Lorano e Canalgrande, hanno regalato a famiglie alluvionate e a basso reddito (l’elenco è stato stilato dal Comune in base alla situazione Isee e ai danni segnalati dalle famiglie). Rispetto alla prima consegna, l’organizzazione si è affinata: auto in fila indiana, personale del Comune che “dirige” il traffico. Dal piazzale di ingresso della Sam, fino a un magazzino interno. Retromarcia, e carico degli elettrodomestici. Un corteo dignitoso, educato. La città che aiuta se stessa. Gli ultimi pezzi verranno consegnati a domicilio dalla Protezione civile del Comune e dalla società stessa, a persone impossibilitate ad effettuare il prelievo direttamente nella sede della Sam. A quattro mesi dalle due bombe d’acqua i disagi permangono. C’è chi, nella propria abitazione, non ha ancora potuto tornare.
Maria Giovanna Bertuccelli, 61 anni, 500 euro di pensione,ha la casa in via Spondarella a Bonascola. «La casetta che acquistai con l’assicurazione dopo che mio marito, arbitro di calcio, morì improvvisamente in campo 28 anni fa.Nostra figlia aveva 5 mesi». Ora è ospite della figlia in un’altra casa. Sono in fila, nel piazzale della Sam, con il cartello che indica l’assegnazione di un deumidificatore. «Almeno la casa di Bonascola si asciuga un po’ , ma la patina del fango continua a riaffiorare – racconta la signora Maria Giovanna – Dopo la seconda alluvione ho dovuto buttare via tutto, mobili, cucina, attrezzi del giardino, libri». «Nella prima alluvione – ricorda Giorgia - mi telefonò urlando, la strada era piena di fango. Solo la mattina, facendo un lungo giro, sono arrivata da lei. La seconda alluvione è stata peggio anche se mia mamma stava già da me. Ha perso quello che aveva potuto salvare la prima volta». «Noi, in viale Galilei, abbiamo avuto 20mila euro di danni – dice Simona Federici in fila col marito Rossano Doni, quarantenni. – La prima volta sono entrati 60 centimetri di acqua, la seconda volta 90. Da novembre stiamo da mia madre con nostra figlia».
«Io ho la casa inagibile, ho perso tutto – dice la signora Jean Rowland di origine inglese – E’ arrivata l’acqua del Parmignola in via Vicinale Macchia. I vicini quella notte mi gridarono “E’ andato giù il Muraglione! Ho preso in fretta alcuse cose e sono andata da mio suocero». Giuliana Mazzanti ha subito le due alluvioni in via Pelucara. Due metri e 30 di acqua nel seminterrato dove viveva (il fratello Armando sta al piano superiore). Ora è ospite da amici. La notte fra il 10 e 11 novembre mentre era impegnata nel turno di lavoro, la sua abitazione è stata inondata. Quando è arrivata l’altra bomba d’acqua nella notte del 27 novembre, stava già dagli amici. «La prima volta ho buttato via tutto, la seconda ho buttato via il fango. C’era rimasto solo quello da buttare. Ci hanno aiutato dei ragazzi romeni».
Chiara Morelli di via campo D’Appio, si porta a casa un frigo nuovo. Il volto illuminato da un sorriso di gratitudine. «Grazie a chi ha avuto questa bellissima idea». «Grazie a tutti» dicono anche Maria Grazia Rasà e Stefano Polidori, 52 anni, vittime di due alluvioni in via Provinciale Avenza Sarzana: la prima volta 30 centimetri di acqua in casa, la seconda un metro e 40: «Galleggiava tutto, siamo stati due giorni senza corrente elettrica e non potevamo far funzionare le pompe. Abbiamo usato i secchi». Un secchio contro un alluvione. Quell’immagine oggi li fa sorridere, 4 mesi fa li ha fatti disperare.
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