Meteo
Stavolta l’incubo alluvione ci minaccia dal sottosuolo
Rispetto a novembre gli argini hanno retto ma il problema è il terreno saturo La falda è a soli 20 centimetri sotto la superficie e la pioggia non riesce a filtrare
MASSA. Torna l’acqua, torna la paura. Anzi, nessuna delle due se n’è mai andata. La pioggia che da giorni si abbatte su Massa ha provocato allagamenti e disagi in diverse zone, soprattutto verso il mare. E si scopre che l’acqua più pericolosa non è quella che viene dal cielo, ma quella sottoterra, dove la falda è ormai affiorante e la terra non riesce più ad assorbire la pioggia.
Ricortola al limite. Gli argini del Ricortola, uno dei torrenti che fa più paura e che è tracimato a novembre, per fortuna hanno retto ma l’acqua è arrivata a un soffio dalla superficie. Vigili del fuoco e operai del Comune e della Protezione civile hanno lavorato in più punti con le idrovore – uno di questi davanti all’istituto Alberghiero – per far defluire l’acqua. In viale delle Pinete i tombini si sono rialzati a causa della pressione dell’acqua e in più zone di Massa si sono registrati problemi alle fogne che hanno smesso di ricevere.
Strade e sottopassi allagati. La Protezione civile segnala diverse strade e sottopassi allagati. Ai pian terreni di molte case a Marina è entrata l’acqua. Difficoltà anche in negozi e attività artigianali come la falegnameria Pedrinzani in via delle Pinete, già duramente colpita durante l’alluvione. Sul Calatella è stato necessario riaprire il tubo di drenaggio per consentire all’acqua di defluire. Notte in bianco per gli abitanti di via Fiume e di tutta la zona intorno al cantiere del nuovo ospedale che si sono alzati con l’acqua alle caviglie.
Fulmini sulla ferrovia. Diversi fulmini si sono abbattuti sulle centraline di controllo del traffico ferroviario nella stazione di Massa zona mandandolo il tilt. Circolazione rallentata dalle 7.10 alle 9.30 fra Massa centro e Sarzana, e sei Regionali, un Frecciabianca e un Intercity in ritardo (fra 20 minuti e un’ora). Due Regionali sono stati cancellati.
La falda a 20 cm dalla superficie. È come versare un secchio d’acqua su una spugna impregnata d’acqua. Questo è accaduto ieri secondo l’analisi del capo della Protezione civile provinciale Gianluca Barbieri. «Nella zona bassa, cioè quella del Casone e di via delle Pinete, purtroppo, sono sempre più frequenti gli allagamenti anche di falda acquifera», spiega Barbieri. «Se durante l’alluvione il problema è stata l’esondazione dei torrenti, stavolta non si sono avuti fenomeni di questo tipo ma di ricezione dei canali». Quanto è grave il problema? Molto. «La falda – spiega Barbieri – è ad appena 20 o 30 centimetri dalla superficie e anche i canali si sono alzati un po’». In queste condizioni gli allagamenti sono difficili da prevenire. «E – spiega Barbieri – gli studi fatti fino ad oggi sono sugli allagamenti per fenomeni di tracimazioni di corsi d’acqua, non sulla falda, perché queste situazioni non sono un pericolo in sé, sono “solo” un disagio». Che fare? «Forse bisognava costruito meglio prima, magari fare le case ad almeno un metro da terra. Pensare di risolvere con un’idrovora è assurdo».
Francesca Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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