La Corte d’Appello rimette in carica la geometra Marrazzo
VINCA. Ancora novità nella vicenda intricata della Comunione sociale dei beni di Vinca. L’ultima novità è che la Corte d’Appello di Genova ha stabilito che, a tutt’oggi, è da considerarsi ancora nel...
VINCA. Ancora novità nella vicenda intricata della Comunione sociale dei beni di Vinca. L’ultima novità è che la Corte d’Appello di Genova ha stabilito che, a tutt’oggi, è da considerarsi ancora nel pieno delle sue funzioni l’amministratore giudiziario Tiziana Marrazzo, geometra. Gli amministratori nominati nell’assemblea, contestata da una parte di soci della scorsa estate, non possono quindi essere considerati in carica. Nel suo decreto la Corte d’Appello ricorda che il 31 maggio del 2011 ha nominato la geometra Marrazzo amministratore giudiziario e le ha affidato il compito di provvedere alla formazione di un regolamento per l’ordinaria amministrazione della comunione e la convocazione dell’assemblea per approvare lo stesso regolamento. Questo provvedimento, si fa notare, è intervenuto in una situazione caratterizzata da un aspro conflitto tra i partecipanti alla comunione, con l’obiettivo di stabilizzare la gestione. Ma - si ricorda - i “comunisti” (cioè soci della comunione) contrari alla nomima hanno convocato autonomamente l’assemblea per la rimozione dell’amministratore giudiziario. La vicenda si è ingarbugliata perché una decisione del tribunale di Massa ha dichiarato la geometra Marrazzo non più legittimata a rappresentare gli interessi della comunione, pur in una fase di sospensione della delibera di nomina dei nuovi amministratori saturiti dall’assemblea contestata. Ed è proprio pronunciandosi quale secondo grado di giudizio rispetto al pronunciamento del tribunale di Massa, che i giudici genovesi ribadiscono: i poteri dell’amministratore giudiziario sono prorogati in ogni sese fino a quando non sarà validamente sostituita da un’assemblea. Pertanto la Marrazzo ha i poteri di ordinaria amministrazione, compreso quello di convocare l’assemblea dei “comunisti” per l’approvazione del regolamento della comunione.(m.b.)
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