Il presidio
«Farò il badante per la pensione» Dante Bertoneri: dal calcio all’assistenza
L’ex ala (e ancora oggi podista di valore) supera un corso di assistenza per anziani: mi mancano ancora tanti contributi
MASSA. Dante Bertoneri, ex promessadel Torino in serie A, poi anche calciator di di B e C1 degli anni Ottanta, torna a fare notizia. Ha deciso, per arrivare alla pensione, di inventarsi una nuova professione, decisamente al passo con i tempi. Bertoneri è il primo ex sportivo ad intraprendere questa insolita professione. Ha frequentato un corso, ha ricevuto l'attestato ed ora è pronto a far valere quel pezzo di carta «in qualsiasi momento». La sua storia l'ha raccontata a un giornale online di parma. «Mi resta qualche anno di contributi per arrivare alla pensione», ha spiega il giocatore che, chissà, li potrà ottenere accudendo qualche anziano. Lui che giocava tornante, alla Gigi Meroni, nel Parma, nel Perugia e nel Torino ora, a 50 anni, ha deciso di aiutare gli anziani.
«Sono stato promosso al corso - racconta - è un normale attestato, ma non sono un infermiere». Vive a Massa assieme alla madre Maria Luisa, 73 anni, e per ora si mantiene grazie al podismo: «Faccio qualche soldo tramite rimborsi spese e buoni piazzamenti. Ho iniziato a correre nel 2001, nell’Atletica Signa, a Firenze. Sono passato nella categoria veterani, con 8 secondi posti e 2 vittorie, a Prato e Firenze». E a Massa non è raro vederlo correre, anche nelle giornate di pioggia, lungo le strade del centro. Lui non si ferma mai, ma saluta tutti con un sorriso.
A Parma, come in tutti i posti dove ha giocato, se lo ricordano bene Dante. Uno che al pallone dava del tu. Era il 1984, i Ducali erano in serie B e quel ragazzo dai capelli a caschetto non contribuì a evitare il ritorno in C1. Partito come tornante, alla Gigi Meroni, si accentrò e all’epoca aveva un certo mercato, a livello nazionale. È la tipica storia di un giocatore quasi maledetto dal Torino: «Anch’io avrei dovuto fare qualcosa in più per lui», confessa don Aldo Rabino, da 41 anni cappellano granata e di recente autore del libro Il mio Toro. Bertoneri con quel prete e la religione in genere ha un rapporto meraviglioso: «Vado a messa tutti i giorni - dice -, senza Dio non sarei qui». La sua voglia di aiutare il prossimo e la necessità di racimolare i contributi per la pensione lo hanno convinjto a seguire il corso da badante e ora che lo ha superato per lui si apre il mercato del lavoro legato all’assistenza della terza età.
Dante ha fatto l'allenatore di ragazzini, in ambito dilettantistico. «In squadre di Terza categoria, giusto per restare nell’ambiente. Per chi non ha studiato, è difficile rientrare nel calcio che conta: ho chiesto diverse volte al Toro e in giro, per me non c’è nulla», racconta con un velo diu tristezza ogni volta che un giornalista gli chiede della sua vita.
Fu persino titolare di un negozio di abbigliamento intimo, appena chiuso con il calcio. «Mi resta qualche anno di contributi, sono versamenti volontari, per arrivare alla pensione», dice. Ma l’erede di Meroni è uno che vuole dire le cose come sono: «Non sono un infermiere, sia chiaro. però sono pronto a prendermi cura delle persone anziane che hanno bisogno di assistenza. mettetemi alla prova». Una possibilità Dante la merita.
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