Meteo
Caos Master, i sindacati: pronti a trattare
Lettera al prefetto Merendino: «Proseguiamo lo stato di agitazione, ma non siamo noi a rompere»
MASSA. Nessuna intenzione di rompere la trattativa con Master srl da parte dei sindacati. A ribadirlo sono le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil in una lettera indirizzata al prefetto Giuseppe Merendino, dove confermano «la prosecuzione dello stato di agitazione dei dipendenti dell’azienda».
«L'abbandono del tavolo convocato lunedì - spiegano - non vuole rappresentare la rottura definitiva delle trattative con il cda dell’azienda e la conseguente indizione di una o più giornate di sciopero, ma una sospensione dello stesso, in attesa di nuova convocazione, nella speranza che vengano superate rigidità al momento apparse inconciliabili». E aggiungono: «Nel ringraziare il prefetto per l’operato, tendente a trovare soluzione alla vertenza, e per facilitare il suo compito, gradiremmo chiarire la nostra posizione e la nostra proposta».
Eccoi punti caldeggiati da Cgil, Cisl e Uil: «L’elemento da tener presente, a nostro avviso, è la rottura delle corrette relazioni sindacali rappresentata dall'assunzione, da parte di Master, di un atto unilaterale con il quale viene cancellato il vigente contratto nazionale, ne viene individuato un altro (commercio e terziario) e vengono definite le modalità di inquadramento dei dipendenti nel nuovo contratto (i superminimi riassorbibili). Per riprendere la discussione e le corrette relazioni, è indispensabile che detto atto venga revocato. La sua sospensione garantirebbe la sua inefficacia, nell'immediato, ma non la sua inapplicabilità in futuro. In pratica, se a seguito del parere dell'ente terzo si aprisse la possibilità di un cambio di contratto, quella lettera sospesa, tornerebbe efficace e noi ci troveremmo nell'impossibilità di contrattare criteri e modalità di un eventuale passaggio ad altro contratto nazionale».
E poi entrano del dettaglio: «L'ente terzo individuato per il parere super partes è la Corte dei conti. Questo è emerso dalla riunione tra proprietà di Master (rappresentata dal Sindaco di Massa) e segretari confederali Cgil, Cisl e Uil. Incomprensibile, quindi, la presa di posizione di un membro della delegazione di Master che non voleva si facesse riferimento alla Corte dei conti nel verbale di conciliazione. Noi abbiamo messo da parte l'orgoglio soprassedendo alle gravi offese ricevute nella riunione del 23 febbraio scorso (sindacati cancro della società; offese nei confronti di una sigla che abbandonava il tavolo), crediamo che anche il presidente di master dovrebbe agire nello stesso modo anteponendo gli interessi generali all'orgoglio personale: revocando quindi quell'atto di rottura».
Il presidente di Master, Giulio Andreani, invece lunedì dopo l’abbando del tavolo da parte dei sindacati era stato laconico: «Cgil, Cisl e Uil vogliono la rottura per creare un caso politico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google