Il Tirreno

«In pigiama, fuori di casa: in un attimo perdi tutto»

di Alessandra Vivoli

Le storie delle persone colpite al cuore dalle due alluvioni di novembre Nadia: la solidarietà ci riempie il cuore. Riccarda: il Comune ci ha aiutato

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CARRARA. «L’alluvione mi ha portato via tutto. Ho dovuto ricomprare perfino il passaverdura. I vestiti, i mobili: la mia casa è andata sott’acqua, devo tenere acceso il fuoco giorno e notte per continuare ad asciugare i muri. E la distruzione non è solo dentro casa, ma anche fuori: ho ancora in giardino i sassi del muro crollato. Questa iniziativa degli elettrodomestici è importante, ma la strada della ricostruzione, almeno per me, e l’ho detto anche al sindaco, è ancora molto lunga: e credo che un assegno di 3mila euro non basti. Perchè noi abbiamo dovuto ricominciare da zero».

È contenta della giornata di ieri, ma anche amareggiata Italia Cini, 74 anni e il volto ancora tirato quando parla dell’onda di acqua e fango che le ha rovinato la casa. È una delle assegnatarie, insieme a tante altre famiglie delle zone più colpite dalle alluvioni di novembre (e che rientrano nella categorie con un reddito Isee da 0 a 36mila euro l’anno) dei cinquanta elettrodomestici donati da Sam Marmi Carrara insieme alle tre cooperative Gioia, Lorano e Canalgrande.

Sono venuti tutti, nel piazzale inondato dal solo dell’azienda Marmi Carrara, a prelevare quei figoriferi, lavatrici, ma anche ferri da stiro e aspirapolveri che tutti imballati facevano bella mostra poco distante dai blocchi di bianco.

Tante storie. E, soprattutto, la gioia che nasce di fronte a un gesto di solidarietà che è riuscito a creare un legame fra il mondo del marmo e il cuore ferito della città. Proprio come l’asta dei blocchi i cui proventi diventeranno, insieme ai fondi regionali, assegni in mano alle famiglie ancora in difficoltà. Su tutto la certezza che i danni dell’alluvione sono ancora tangibili, negli sguardi della gente, nella paura delle voci che tremano quando si ricordano “quelle tragiche notti”.

Riccarda: siamo scappati in pigiama col bimbo in braccio. «Quando l’acqua ha cominciato a salire in casa io e mio marito abbiamo preso il bimbo, di due anni e mezzo, in braccio e siamo usciti in pigiama, in cerca di aiuto».

È ancora commossa Riccarda Giromini quando parla della notte dell’alluvione quella che in via Turati ad Avenza ha devastato parecchie abitazioni. «Se non avessimo avuto i genitori saremmo rimasti senza un posto dove andare, senza niente - continua - Loro sono i primi che dobbiamo ringraziare ma poi una mano ce l’ha data il Comune. Non ci siamo sentiti soli e queste iniziative di solidarietà sono importanti perché di problemi da risolvere ne abbiamo ancora parecchi».

Nadia: dall’oggi al domani abbiamo perso tutto. «Io abito in quella che ormai è conosciuta come la via Dell’Acqua, via Bassa - dice Nadia Zerbane, di origini marocchine ma da tempo residente a Marina di Carrara - Con le due alluvioni ci siamo ritrovati, nel giro di pochi giorni senza nulla. Non avevamo più le cose materiali, ma abbiamo trovato tanta solidarietà che ci ha riempito il cuore».

Emilio: abbiamo visto venire giù tutto. Emilio Corsi carica nell’Ape la lavatrice, e dà un passaggio anche a un altro elettrodomestico per una vicina di casa in quella via PArmignola che è stata una delle strade che più di altre hanno fatto i conti con il disastro dell’alluvione. «Abbiamo visto venire giù tutto - dice Emilio- E poi non avevamo più nulla, mobili, elettrodomestici, tutto invaso da fango e acqua». Ora arrivano le lavatrici, i frigoriferi e al solidarietà di un viagigo in più in Ape per portarli anche ai vicini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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