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Il legale: «Estraneo, sue aziende in crisi»

Il legale: «Estraneo, sue aziende in crisi»

Il legale dell'imprenditore Stefano Di Ronza, l’avvocato Francesco Persiani, intende chiarire quanto segue: «Non corrisponde al vero che Stefano Di Ronza sia stato indagato quale "affiliato

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MASSA. Il legale dell'imprenditore Stefano Di Ronza, l’avvocato Francesco Persiani, intende chiarire quanto segue: «Non corrisponde al vero che Stefano Di Ronza sia stato indagato quale "affiliato del clan dei Casalesi", in quanto l'imputazione a suo carico, che resta tutt'ora un'ipotesi investigativa tutta da dimostrare, è piuttosto quella di "concorso esterno", in quanto gli inquirenti lo indicano quale imprenditore che avrebbe agito nella consapevolezza della rilevanza causale dell'apporto reso all'organizzazione. Secondariamente, la famiglia Di Ronza, che è fiduciosa sul fatto che presto sarà accertata la totale estraneità del proprio congiunto a qualsiasi legame con la criminalità organizzata, ribadisce che Stefano Di Ronza è imprenditore che in trent'anni si è saputo meritare stima e rispetto nel proprio ambiente di lavoro proprio in virtù della propria irreprensibile condotta. D'altra parte se fosse vero il contrario e quindi un suo legame con organizzazioni criminali, certamente egli non avrebbe subito le vicissitudini finanziarie ed economiche che invece hanno travolto le proprie aziende, come tante altre, colpite dalla crisi. Basti pensare, solo a titolo esemplificativo, che nel 1990 una sua impresa venne dichiarata fallita per non aver percepito la somma di 500 milioni di lire (appalto Italposte a Livorno), negli anni 2000 a Firenze subì un ingente danno determinato dal mancato incasso di due miliardi di lire, sempre negli anni 2003/2004 a Livorno a causa del fallimento della committente dovette sopportare una perdita secca di almeno 500 mila euro e da ultimo con l'appalto della zona ex Montecatini di Carrara, a causa di un credito di oltre 5 milioni di euro non riscosso, ha dovuto chiudere le proprie aziende».

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