Il Tirreno

«La Fondazione ora ci rinnovi i contratti»

Da martedì 209 dipendenti Asl dell’Opa passano alla Monasterio. Murzi: non cambia niente, anzi...

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MASSA. «Alcuni di noi, come il sottoscritto, non sono ancora stati chiamati a firmare il contratto con la Fondazione ma spero di poterlo fare presto, finalmente, visto che il mio contratto con l’Asl è scaduto da tre anni e nessuno si è preoccupato di rinnovarlo. Spero sia questo il primo passo dell’azienda».

Alla vigilia dell’ultimo giorno di lavoro all’Asl e dell’assunzione alla Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, madre dell’Opa, Bruno Murzi, responsabile della cardiochirurgia pediatrica all’Opa, non sembra preoccupato del futuro.

Non nella misura in cui, nei giorni scorsi, aveva ventilato il responsabile del movimento Libertà e diritti, Mauro Rivieri riguardo a tutto il gruppo di medici e paramedici interessati al trasferimento, che ha pure scritto al governatore Rossi. Anzi.

La vicenda è nota. Domani sarà l’ultimo lavoro alla Asl per trentuno dirigenti medici, centocinquantanove infermieri, dieci tecnici sanitari, quattro fisioterapisti e cinque amministrativi, un esercito di 209 persone che da anni lavorano all’Ospedale pediatrico apuano e che dal 1º gennaio saranno assunti dalla Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, proprietaria dell’ospedale.

Dal 1º gennaio 2012 la Fondazione, infatti, ha ottenuto il riconoscimento di ente pubblico e Presidio ospedaliero specialistico. È diventata, cioè, un’azienda del Servizio sanitario nazionale. Questo le ha permesso di poter assumere, a partire da martedì, i medici e il personale paramedico che già vi operava ma che era rimasto dipendente della Asl.

Fra due giorni, dunque, il passaggio. Una parte del personale ha già firmato il nuovo contratto, altri lo dovranno fare. Ma, almeno tra i medici apicali, non sembra serpeggiare particolare preoccupazione.

«Diciamolo onestamente: dal punto di vista del lavoro, non dovrebbe cambiare nulla – spiega Murzi – anzi, finalmente con la Fondazione abbiamo un “padre”. Fino ad oggi, lavorando all’Opa, nell’Asl eravamo considerati figli di un dio minore, non eravamo interpellati per le decisioni importanti. Ora andiamo in un’azienda nuova e forte. Cambiamo solo una casacca».

Il passaggio non comporterà un risparmio per l’Asl: i 2 milioni di euro di stipendi ed emolumenti accessori per i 209 li ha sempre pagati la Fondazione.

Ad ogni modo, per contratto, i 209 hanno 18 mesi di tempo per chiedere di tornare in seno alla Asl. «Ma sono sicuro – spiega Murzi – che nessuno lo farà anche se questo anno sarà importante per la Fondazione, che dovrà dimostrare di essere forte e di voler mantenere tutte le sicurezze sindacali che abbiamo, i rapporti umani. Quello del rinnovo dei contratti ai primari, ad esempio, sarebbe un gesto elegante per inaugurare il nuovo avvio del lavoro, tanto più che sarebbe più formale che altro, visto che non si prevedono incrementi finanziari». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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