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Il caso del parco Undulna arriva al Consiglio di Stato
Un’area verde a pochi metri dal mare contesa tra Comune e privati: quasi vent’anni di ricorsi e liti mentre la zona sprofondava nel degrado
MONTIGNOSO. Il 2013 potrebbe essere l’anno in cui il comune di Montignoso tornerà a diventare proprietario del parco verde dell’Undulna, oggi abbandonato a se stesso, perché gestito da nessuno.
Il 26 febbraio 2013, infatti, andrà a sentenza un contenzioso ormai decennale, partito negli anni 90, arrivato al Tar e poi al Consiglio di Stato, che vede coinvolta da una parte la proprietà Undulna (la famiglia Natali) e il comune di Montignoso. Il sindaco Narciso Buffoni, che ha visto nella sua prima legislatura i natali di questo contenzioso, si augura che il parco verde, con giardini, panchine e parcheggio, possa tornare ad essere gestito dalla “mano pubblica” e così restituito ai cittadini, come reciterebbe la prima convenzione firmata con Undulna e datata 1990.
«I patti – spiega Buffoni – erano stati chiari all’origine della collaborazione con Undulna: loro avrebbero dovuto costruire a spese proprie il parco verde e cederlo all’amministrazione comunale in cambio della concessione edilizia per realizzare l’hotel e il centro termale, strutture che furono realizzate immediatamente». Da parte sua Undulna ha sempre sostenuto, anche davanti ai giudici, che i patti erano stati molto diversi e che la proprietà aveva speso molto più di quello che era stato previsto, al calcolo dello scomputo degli oneri, rimettendoci diversi milioni di lire all’epoca, e chiedendo addirittura un risarcimento danni al comune di Montignoso.
Durante l’amministrazione guidata dal sindaco Federico Binaglia ci fu anche il tentativo di trovare un accordo e trattare con la proprietà per effettuare una transazione. I termini alla base dell’accordo erano i seguenti: il Comune avrebbe potuto acquistare definitivamente l’area verde per 400mila euro da dare all'hotel Villa Undulna quale rimborso delle migliorie che la struttura alberghiera aveva apportato al bene negli anni. In caso di vendita il Comune avrebbe ceduto il parco all'Undulna al prezzo stimato di un milione e 200mila euro (cui si andrebbero a sommare in forma “mancata spesa” i 400mila euro che non dovrebbero essere pagati all'hotel).
Ma la transazione non andò mai in porto e nessuna delle parti ha mai rinunciato al contenzioso. Per tutti questi anni l'area è rimasta non edificabile e formalmente affidata alla gestione del Comune di Montignoso. Solo sulla carta, però: palazzo civico di fatto ne ha il possesso ma non la proprietà. Il Consiglio di Stato il 26 febbraio dovrà stabilire a chi affidarne proprietà e gestione. L’esito della causa non è mai stato scontato, in quanto la convenzione che lega i proprietari del terreno e il Comune di Montignoso non è chiara. Per il Comune, vincere sarebbe finalmente una grande soddisfazione.
Legato alal questione del parco, c’è il progetto della stessa società Undulna che vuole crescere portando da 54 a 100 le camere dell’hotel e potenziare il suo centro termale. Un progetto importante per Montignoso, che dovrebbe produrre anche 60 posti di lavoro, ma che prevede, appunto, anche la cessione da parte del Comune di un parco verde di seimila metri quadrati. In cambio di un milione e duecentomila di euro.
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