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Sel si spacca sul voto a Nardi e Paolini
Contestate le candidature uniche per incrementare il risultato rispetto al listino regionale
MASSA. Si vota sabato 29, dalle 8 alle 20, per scegliere i parlamentari di Sel. C’è un listino regionale, diviso per Camera e Senato: un meccanismo semplicissimo, chi avrà più voti (il bacino per tutti è regionale) sarà al primo posto e così via.
Un meccanismo semplice che la segreteria provinciale di Sel ha deciso di amplificare per cercare di non dividere i voti e quindi di portare un candidato locale in alto nel listino (le proiezioni danno almeno tre posti in Toscana al partito di Vendola).
E così ecco le candidature uniche. Per la Camera corre il vicesindaco di Massa Martina Nardi. Per il Senato il segretario provinciale, attuale presidente dell’Asmiu, Carlo Paolini. Sel in provincia vanta buoni consensi che proiettati su scala regionale inducono a pensare di poter fare risultato tanto più che nelle altre province i candidati sono numerosi e quindi ci sarà una ovvia divisione dei voti.
Ma la candidatura tattica, un solo candidato per la Camera e uno solo per il Senato non piace ai circoli di Sel Rosa Park, Ecologia e Destra Frigido che contestano questa scelta sella segreteria «poiché il regolamento consente una pluralità di candidature mentre la proposta favorisce, certamente il concentramento dei voti sulle candidature prescelte, ma priva i nostri elettori di poter scegliere fra più candidati locali colui o colei che meglio potrebbe interpretare e rappresentare il ruolo di parlamentare di Sel della nostra Regione», si spiega in un documento comune.
E si argomenta: «Pensiamo che l'idea di imporre candidature secche sottoponendo al voto dell'Assemblea provinciale l'accoglimento di eventuali altre disponibilità vada in direzione completamente opposta alla logica delle primarie fino a rafforzare la gelosa conservazione del potere di quelle maggioranze che governano i partiti incarnando e rafforzando quella filosofia del "Porcellum" che il centrosinistra si è dato il compito di abbattere. E' per questi motivi che i nostri rappresentanti in seno all'Assemblea provinciale di SEL non hanno ceduto alla logica della "furbizia" e dopo aver motivato il proprio dissenso, in segno di protesta, non hanno partecipato al voto».
Protesta e dunque astensione al voto? Macchè, ci mancherebbe. «Tutto questo non deve però scoraggiare i nostri elettori e tutti i simpatizzanti di centrosinistra che intendessero votare alle primarie di SEL (nella nostra provincia e in quella di Grosseto il voto è aperto a tutti causa alluvione che ha ostacolato le primarie del 25 Novembre) poiché la lista regionale che verrà loro sottoposta comprende una pluralità di candidature di alto livello che consentiranno di esprimere in piena libertà le proprie preferenze anche a coloro che, come noi, non hanno condiviso e non condividono la concezione della politica e il modo di operare di Sel di Massa Carrara».
Come dire andremo a votare ma non voteremo ne Paolini nè la Nardi.
«Siamo tutti impegnati a garantire il massimo di mobilitazione e di partecipazione alle primarie di Sel - aggiungono i circoli dissidenti - e nello stesso tempo garantire che le operazioni di voto si svolgano nella massima serenità e trasparenza. Siamo infatti consapevoli che il fatto che non vi sia competizione fra candidati della Provincia (pressoché unico caso in Toscana) ci pone in una situazione molto delicata poiché la stessa struttura di partito che ha favorito tale soluzione sarà chiamata a garantire la correttezza e trasparenza delle operazioni di voto. Pertanto reiteriamo la richiesta al Carlo Paolini coordinatore provinciale di Sel di impegnare tutto il partito per organizzare per il voto un congruo numero di seggi in relazione alla prevedibile platea dei votanti ribadendo la segnalazione che uno spropositato numero di seggi, così come è stato ipotizzato, nella ristrettezza dei tempi dati e con tutti i problemi organizzativi che ne conseguono, potrebbe esser male interpretata senza, di fatto, aiutare a realizzare l'obiettivo della maggior partecipazione possibile».
Già, i seggi. Sono 11 quelli di Massa. Due in centro, poi Cervara, Turano, Quercioli Villette, Ronchi, Marina, Casone, Romagnano, Mirteto Ortola, San Carlo. Davvero un grande sforzo organizzativo. Ma la possibilità di far passare un nostro candidato è davvero reale.
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