Il Tirreno

No al traforo: raccolta di firme

di Giulia Stefanini
No al traforo: raccolta di firme

Associazioni ambientaliste e partiti contro l’ipotesi sostenuta da Anas della galleria sotto il Tambura

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MASSA. E' un coro di no quello che si leva dall'omonimo Comitato per stoppare il Traforo della Tambura, che sta diventando un realtà sempre più concreta e vicina, visto che l'Anas ha trasmesso al comune di Vagli gli studi di fattibilità, che mettono nero su bianco gli studi di impatto ambientale e di attuabilità che evidenziano le criticità e le emergenze del territorio.

Si parla di una maxi opera da 624 milioni di euro, 7 anni di lavori e un tracciato stradario di 21 km. A partire dal 2014. Numeri importanti che dividono i tre comuni interessati: Vagli, Massa e Carrara. Se il sindaco di Vagli, Mauro Puglia, è uno dei sostenitori del progetto - caldeggiato nel 2009 dall'allora Ministro ai trasporti Altero Matteoli - il sindaco di Massa Roberto Pucci si è detto contrario, mentre quello di Carrara, Angelo Zubbani, si è mostrato possibilista e si è preso del tempo per riflettere. Il percorso, lo ricordiamo, parte dal paese di Colonnata, attraversa il Monte Tamburone, passando sotto il Vergheto , continua su Forno, Resceto e sfocia a Vagli.

Il progetto, però, si dovrà scontrare con il Comitato "No al traforo della Tambura", uno schieramento molto forte che raccoglie forze politiche (Movimento 5 stelle)), associazioni ambientaliste (Italia Nostra, Legambiente, wwf) e liberi cittadini.

Anche Italia Nostra Nazionale ha detto no all'opera. A livello di impatto ambientale, infatti, il progetto si inserisce in un territorio pericoloso e fragile dal punto di vista geo morfologico, come ha sottolineato Nicola Cavazzuti del Movimento "No al traforo della Tambura": «all'interno della Tambura abbiamo un sistema carsico molto importante quanto quello del Corchia, con la presenza di Grotte che riforniscono il bacino idrico più importante della Toscana».

A livello economico, invece, chi finanzierà un'opera oltre 600 milioni di euro? L'intervento sarebbe in regime di project financing, si fa il traforo cioè in cambio di concessioni per l'estrazione del marmo: 10 nuove concessioni a Vagli, 22 a Carrara. E non basteranno lo stesso.

«Basti pensare, fa notare Cavazzuti, che il costo a preventivo della TAV Bologna-Firenze da 1 miliardo e 400mila euro, a consuntivo è costato 6 miliardi e 400mila euro, cinque volte di più».

Il comitato "No al traforo della Tambura" da oggi porterà avanti la sua battaglia sul Comune di Carrara e inizierà ad allestire banchetti per la raccolta firme indirizzate ai capigruppo per chiedere di portare la discussione in Consiglio Comunale.

Ci sarà, infine, da spiegare ai cittadini di Carrara che il progetto prevede un passaggio giornaliero di 600 camion su Carrara, «cosa che non piacerà affatto ai cittadini carraresi», sottolineano al Comitato.

Il livello di mobilitazione resta alto anche se l’opera deve passare per Massa è il Comune ha già detto no, motivandolo con un studio geologico dell’area del Tamburo e di Forno. Area interessata da frane: altro che costruirci su viadotti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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