Il Tirreno

M5S: «Vince la politica filo-industriali»

M5S: «Vince la politica filo-industriali»

Bocciata una mozione sul marmo (concessioni all’asta, via i beni estimati): «Scattina redarguito dal sindaco, assurdo»

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CARRARA. Durante il Consiglio comunale della scorsa sera, il Movimento 5 Stelle ha sollevato l’argomento “marmo”. «Tema sentito da tutti gli schieramenti politici durante la campagna elettorale ma estremamente scomodo nel momento in cui si dovrebbe agire», si osserva in un documento del M5s. «La nostra mozione, respinta dalla maggioranza, chiedeva di riequilibrare il rapporto industriali/comune attraverso modifiche sostanziali al regolamento sulle cave. Si chiedeva infatti alla giunta di impegnarsi a modificare il regolamento comunale stabilendo la temporaneità delle concessioni (ad oggi di fatto perpetue) e che tali concessioni vengano regolarmente rilasciate mediante un'asta competitiva, secondo quanto prescrive la legge in materia. Veniva chiesto inoltre di eliminare definitivamente qualsiasi riferimento ai beni estimati in quanto è vergognoso che alcuni industriali (8 cave in particolare) portino via i nostri monti senza versare il canone di concessione sulla base di un editto del 1750 (che fa riferimento alla situazione del 1730!) quando la legge mineraria del 1927, la legge regionale del 1995 e una sentenza della Corte Costituzionale affermano esplicitamente che gli agri marmiferi nel comune di Carrara appartengono alla collettività. Si chiedeva infine di portare all'attenzione del Consiglio regionale tutte queste proposte in considerazione del fatto che la Regione sta programmando un intervento legislativo proprio sulle cave toscane».

Aggiungono i “grillini”: «Tutto questo si inserisce nel noto quadro nel quale i cittadini di Carrara, grazie ad una politica del marmo vergognosamente filo-industriale, possono beneficiare del non invidiabile risultato di vivere in uno dei Comuni più indebitati d'Italia. Di fronte alle nostre proposte, di innegabile valore per tutti i cittadini, nessun consigliere di maggioranza ha osato proferire parola, unica voce nel deserto quella di Giuseppe Scattina (della Federazione della sinistra, ndr) autore di un intervento tutt'altro che banale, poi prontamente “sgridato” dal sindaco con toni inaccettabili per una riunione democratica. Il presidente della commissione marmo Massimo Menconi (Rc) si rendeva invece protagonista di un maldestro tentativo di portare la discussione su canali graditi all'amministrazione presentando un'ulteriore mozione e violando così palesemente il regolamento del Consiglio Comunale, mozione ritirata in seguito alle nostre proteste e alle considerazioni del segretario generale». Aggiunge il M5s: «Tutto questo accadeva in assenza della diretta video via internet: infatti nella mattinata di mercoledì veniva respinta da tutti i capigruppo dei partiti di maggioranza (e non solo) la nostra richiesta di trasmettere anche noi in diretta streaming il Consiglio comunale (come é sempre stato fatto) con la motivazione che il Comune si è dotato di un proprio sistema per trasmetterlo (chiesto da noi...). Purtroppo... lo streaming del Comune, prima e durante i lavori del Consiglio, “per un caso fortuitissimo” era fuori uso (ma Ragoni, come diciamo a parte, rassicura che le riprese sono state effettuate, ndr). Abbiamo quindi chiesto, seduta stante, di fare noi la registrazione del Consiglio ma il presidente Ragoni (Pd) ha negato anche questa nostra ulteriore richiesta. Viene spontaneo il dubbio che avessero avuto paura di essere visti dai loro elettori mentre bocciavano una mozione che tutta la cittadinanza aspetta da decenni. E al termine della seduta del Consiglio, nei corridoi del “Palazzo”, si poteva assistere alla “tirata d'orecchie” ancor più dura da parte di una fetta della maggioranza nei confronti del povero Scattina, reo di “aver cantato fuori dal coro muto”. Per la cronaca, al termine del teatrino, Scattina, pur condividendo le richieste della nostra mozione, si è allineato nel voto con la maggioranza». La mozione è stata respinta. «Ognuno può trarre le sue valutazioni, i temi sono molto caldi, ma la popolazione carrarese non é stupida!», conclude il Movimento 5 Stelle Carrara.

Ragoni: la mancata ripresa decisa dalla conferenza dei capigruppo. «La decisione di non autorizzare il Movimento Cinque Stelle a riprendere l’ultimo consiglio comunale è arrivata dalla conferenza dei capigruppo, all’unanimità, conferenza a cui ho sottoposto, come ogni volta la richiesta». A sottolinearlo è il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni che replica alla protesta del M5S per quella che è stata definita una “diretta negata”. «La motivazione addotta in conferenza dei capigruppo- continua Luca Ragoni - è stata che ci sono già le telecamere del Comune e quindi non si riteneva necessario ulteriori riprese».

E infine il presidente del consiglio comunale rassicura: «Nell’ultima seduta, quella di mercoledì sera, sembrava che le telecamere non funzionassero, e invece voglio rassicurare che poi il consiglio è stato ripreso». Quindi le riprese sono state effettuate.

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di Redazione web