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Da 7 giorni digiuna: «Aspetto la caldaia»
La donna che fa lo sciopero della fame: ho un mutuo aperto per i danni del 2003, ho dovuto allungare le rate di altri 8 anni
CARRARA. «Aspetto che mi portino una nuova caldaia, ho saputo che avrò questa donazione. Ma finché non arriva, non smetto lo sciopero della fame. Bene non sto, è da martedì scorso che non mangio. Intanto ho ricomperato i termosifoni nuovi: la tredicesima di mio marito se n’è andata tutta per questa spesa e poi pagheremo la messa in opera della caldaia. Io so bene che ci sono tante altre persone alluvionate, per cui non pretendo la luna». Barnara Arrighi Gerbi, ieri sera continuava la sua battaglia per poter vivere più serena, senza l’incubo degli allagamenti (quando piove) di via Campo d’Appio dove abita.
Le due alluvioni di novembre hanno peggiorato il suo stato d’animo, perché ha perso quasi tutto in casa, per colpa del fango. Il sindaco Zubbani che ha effettuato un sopralluogo con tecnici, le ha promesso che verrà realizzato un dosso sul viale XX Settembre all’imbocco di via Campo D’Appio per arginare il più possibile l’invasione dell’acqua piovana. E che saranno messi cartelli che invitino le auto a moderare la velocità.
«Ma ho paura di perdere la casa, per vie di tutte queste spese che nel corso degli anni ho dovuto fare per via degli allagamenti e delle alluvioni – racconta Barnara Arrighi – Con la banda avevo aperto un mutuo dopo l’alluvione del 2003, mi mancavano 4 anni di rate per estinguerlo. Ma dopo i due disastri di novembre il mutuo ho dovuto ricontrattarlo, abbassando le rate e prolungando il periodo di pagamento per altri 8 anni. Ce la faro?».
Il centro della solidarietà alla Imm. I disagi e il dramma di Barbara Arrighi, si aggiungono a quelli di tanti altri alluvionati, che dal 5 dicembre scorso, stanno recandosi alla Imm (ingresso 5 in via Maestri del Marmo) dove il Comune ha allestito sotto la supervisione dell’assessore al sociale Giuseppina Andreazzoli e della dirigente Daniela Tommasini, un centro di raccolta e distribuzione di generi alimentari.
Finora sono stati distribuiti circa 250 pacchi, con alimenti e vestiario, più altro materiale, come coperte, lenzuola, asciugamani, accappatoi regalati da alberghi della zona.
Inoltre, un albergo ha donato 40 materassi, il Comune ne ha comperati 35 con altrettanti cuscini. Sono finiti in poco tempo, ne arriveranno altri. Sono stati consegnati molti indumenti per i bimbi, omogeneizzati, minestrine, pannoloni, regalati da privati cittadini e dalle aziende della grande distribuzione come Esselunga, Conad, Unicoop, Copac che stanno inviando al centro della Imm tanti generi alimentari.
Molti alluvionati, arrivano alla Imm, e mostrano al personale volontario impegnato nella distribuzione degli aiuti, le foto di come le due bombe d’acqua hanno ridotto le loro abitazioni. Poi ringraziano i volontari: i dipendenti comunali dei servizi sociali che fanno turni al di fuori del lavoro, gli alpini, i boy scout, la Vab, e operai comunali che si occupano di portare a domicilio i pacchi e i materassi. Il centro è aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 17,30. Possono tornarvi anche coloro che hanno già usufruito di aiuti.
Riunione a Battilana. Stasera alle 21 nel centro sociale di Battilana si svolgerà la seconda riunione post alluvione, fra la popolazione e il sindaco Zubbani, il consigliere battilanese Leonardo Buselli, tecnici. Sarà illustrato il progetto del Parmignola, relativo al ponte e agli argini.
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