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«Niente luci, opere di bene» Via Zoppi aiuta gli indigenti
MASSA. Niente luci in via Zoppi, i commercianti hanno deciso che non metteranno le luminarie per rispetto delle persone alluvionate e soprattutto per chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese e...
MASSA. Niente luci in via Zoppi, i commercianti hanno deciso che non metteranno le luminarie per rispetto delle persone alluvionate e soprattutto per chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese e che quindi non passerà un buon Natale. Non è una protesta, è un bel gesto però: «Raccoglieremo i soldi e daremo un assegno a una famiglia massese che ci segnalerà il Comune», dice Stefano Rocchi, titolare dell’osteria I tre compari e portavoce dei negozianti che hanno la propria attività in quella strada.
I commercianti hanno già contattato il vice sindaco Martina Nardi e devono parlare con l’assessore Gabriella Gabrielli per capire a chi dare l’assegno: «L’unica cosa che vogliamo è che si tratti di una famiglia massese, non per fare delle discriminazioni ma perché vogliamo che vada in questo modo. Questa gente ha sofferto davvero tanto per le alluvioni e gradiremmo fare un gesto simbolico affinché il Natale sia un po’ più bello. Almeno per qualcuno», continua Rocchi.
La cifra che verrà messa a disposizione dei più bisognosi non si conosce ancora: «Siamo tutti d’accordo - continua il ristoratore sardo di nascita ma apuano d’adozione -, dobbiamo soltanto raccogliere i soldi. Lo faremo la prossima settimana, intanto chiederemo al Comune di indicarci le persone che più hanno necessità di un sostegno. Sappiamo che non sarà semplice perché ci sono le leggi sulla privacy e quant’altro ma in fondo non chiediamo di svelarci chissà quale segreto. L’importante è capire che vogliamo fare del bene».
La somma, visto che si tratta di una decina di esercizi commerciali, si aggirerà intorno ai cinquecento euro: «Ci piacerebbe poterli consegnare noi di persona a chi ci verrà segnalato. In questo periodo chiedere aiuto perché non si riesce a fronteggiare la crisi non deve provocare vergogna. Se dei bambini sorrideranno per questa nostra iniziativa ci renderà felici. In fondo Natale deve essere una festa per tutti, ma soprattutto per i più piccini».
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