Canevara, il volto di Gesù resta meta dei pellegrini
Decine di fedeli nella chiesetta del “miracolo”. C’è chi vuole dire soltanto grazie e chi chiede un lavoro oppure compassione per la suocera che è molto malata
MASSA. Otto mesi e quella colla che tiene su i teli che compongono il volto di Cristo non ne vuole sapere di mollare la presa. Così come continua il pellegrinaggio dei fedeli nella chiesetta di Canevara. E ai piedi dell’altare di Sant’Antonio Abate restano i bigliettini coi ringraziamenti per una grazia ricevuta o la supplica per una che deve ancora venire. La fede è anche questo.
C’è chi a Canevara è venuto dalla Svizzera e lo scrive sul registro che resta lì a raccogliere le impressioni di chi vuole vedere Gesù. Quei teli colorati, appesi alla vigilia della festa della Misericordia qualcuno li ha chiamati miracolo, altri segno. Ma fanno un effetto strano a osservarli, sia che si creda oppure no. La piccola frazione dall’aprile scorso è diventata meta di pellegrinaggio, chi capita da queste parti un salto lo fa. Non si era mai vista una cosa del genere quassù.
Tutti ringraziano il Cristo, anche solo per la sua presenza. C’è chi arriva dalla Liguria, chi dal Lazio e perfino dalla Lombardia. Ci sono poi i parmensi e i reggiani. Anche gli elvetici si sono fatti rapire da questa suggestione. Tutti dicono grazie per le cose più semplici: «Porta mia suocera con te. Il cammino sarà più semplice», scrive qualcuno con grafia femminile piuttosto elementare. C’è poi chi cerca lavoro: «Ho finito la scuola e non so cosa fare. Ho chiesto a tante persone se potevano darmi una mano, ma nessuno si è fatto avanti. Mi affido a te».
Ma i messaggi non sono soltanto sul registro. Così come otto mesi fa c’è chi accende un cero al Cristo di Sant’Antonio. E lascia dei ricordi su foglietti che poi ripiega e infila nei lumini votivi. Quasi sempre chiedono un aiuto, un conforto. Oppure si affidano ciecamente a questa organza che odora d’incenso.
Resta il mistero di quella colla che resta attaccata, a dispetto del caldo o del freddo. A seconda della stagione. E tra pochi giorni è Natale, così lungo la strada che porta a Canevara le auto si moltiplicano, qualcuno chiede informazioni sulla chiesetta del miracolo. La gente ormai c’è abituata e va fiera di quel volto. Monsignor Santucci e don Zucchini hanno detto che il miracolo non esiste, ma qui non li ascolta nessuno. Si accende un cero, si dice una preghiera, si prende la penna in mano e si stampano sei lettere, soltanto per dire grazie. Lo sguardo del Cristo sembra seguire ogni passo dei fedeli. Benevolo, non perde d’occhio nessuno. E incute timore soltanto in chi non ha fede nel Signore.
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