Il Tirreno

«Lezioni solo su quanto ci verrà pagato»

Sul piede di guerra i prof del Belmesseri e Da Vinci non soddisfatti della politica scolastica del Governo

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PONTREMOLI. I docenti del Belmesseri di Pontremoli e del Da Vinci di Villafranca, riuniti in seduta congiunta in data 3 dicembre 2012, comunicano che «registrando il passo indietro del Governo, circa alcune inaccettabili normative inerenti il mondo della scuola contenute nella prima stesura del Disegno di legge Stabilità, attualmente in discussione in Parlamento, non ci riteniamo affatto soddisfatti della politica scolastica del Governo, chiaramente orientata a dequalificare la scuola pubblica a favore della scuola privata e a declassare socialmente gli insegnanti di ogni ordine e grado».

Gli insegnanti aggiungono di essere «dell’opinione che l’accordo firmato da alcune sigle sindacali con il Governo per il recupero degli scatti relativi al 2011 non costituisca un miglioramento, bensì un peggioramento della situazione della categoria dei docenti, in quanto verrà pagato attraverso la decurtazione di circa 1/3 dei fondi che lo stato destina alle attività che gli istituti scolastici pongono in essere in regime di autonomia, il cosiddetto Fondo di istituto».

«Perciò siamo convinti che in questo momento politico non sia produttivo attuare forme di lotta dure contro un Governo debole, al termine del suo mandato e che non rappresenta più un interlocutore politico valido; crediamo che sia più utile invece attendere le mosse che il Governo farà nel campo dell’istruzione. Pertanto decidiamo di porre fine alla sospensione delle attività aggiuntive oltre le attività obbligatorie di cattedra che quindi riprenderanno, ma solo nei nei termini in cui non lederanno la nostra dignità di insegnanti: ciò vuol dire che ci limiteremo a svolgere esclusivamente quelle attività che, secondo il Contratto integrativo di istituto, prevedono un’effettiva corresponsione».

I docenti tengono poi a precisare che «la nostra protesta non è finita, ma si svolgerà attraverso altre forme tese a dare visibilità ai problemi della scuola; organizzeremo a breve una seconda conferenza per informare delle nostre risoluzioni e delle nostre scelte i genitori, gli studenti e chiunque sia interessato; abbiamo dato vita ad un comitato composto da sei insegnanti che si occuperà delle comunicazioni con i docenti e con le altre istituzioni scolastiche, dei rapporti col territorio e della promozione delle attività di protesta; la contrattazione di istituto, che avrà inizio in questi giorni, potrebbe portare, a causa del previsto taglio al Fondo di Istituto, a una riduzione significativa dell’offerta formativa, ossia a una dequalificazione della formazione offerta dalle scuole. Invitiamo pertanto i genitori, gli studenti e tutti i cittadini a sostenerci e a difendere con noi l’istruzione pubblica, altrimenti le scuole, in particolare quelle del nostro territorio, già debole e provato, verranno ulteriormente impoverite e il futuro dei nostri figli verrà compromesso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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