Il presidio
Il Fiorino pronto a rifarsi l’argine
Ma è polemica anche per i problemi più a valle, presso l’ex Catelani: la commissione chiede di ricontrollare tutto il fiume
CARRARA. L'argine del Carrione crollato in prossimità del Fiorino a Nazzano potrebbe essere ricostruito dalla stessa nota azienda del marmo a proprie spese. Lo ha annunciato in commissione consiliare congiunta lavori pubblici – ambiente il vice presidente della Provincia Fabrizio Magnani. «I lavori per ripristinare l'argine saranno svolti e il Fiorino ha manifestato interesse a farlo», conferma Magnani che in Provincia ha la delega anche alla difesa del suolo e alla protezione civile.
Dunque l'azienda si è fatta avanti per fare l'intervento a proprie spese ma, essendo l'alveo di competenza della Provincia, ci vorranno ancora alcuni giorni per valutare la fattibilità dell'idea. Da valutare, oltre all'importo, in che termini il Fiorino potrà prendere in carico il lavoro.
E poi c'è la progettazione della ricostruzione che dovrebbe restare in capo alla Provincia. L'intervento è comunque urgente e dunque da palazzo Ducale e dall'azienda si sono dati tempo entro i primi giorni della prossima settimana per decidere tempi e modi.
«Il crollo dell'argine dove la concessionaria ex-Catelani non era stato previsto. Nessuno se lo aspettava. Anche se si sapeva che il ponte della ferrovia crea una “vasca” naturale non era stato messo in conto quanto accaduto. Per questo abbiamo chiesto alla Provincia di monitorare tutti gli argini del torrente, dai monti fino al piano»: così si è espresso il presidente della commissione lavori pubblici Luca Barattini (Pd) chiedendo alla Provincia di verificare tutti gli argini, anche nelle zone già sottoposte a messa in sicurezza.
Il Carrione ha dato problemi soprattutto a Nazzano nella zona del Fiorino e poi, più a valle, tra il nuovo ponte sull'Aurelia e il ponte della Ferrovia. E, in merito agli argini del nuovo ponte sull’Aurelia, che hanno ceduto, è stato chiesto: quell'intervento fatto proprio sopra l'argine ceduto con un rialzo in cemento era considerato sufficiente come soluzione temporanea?
«E' impossibile che un torrente di pochi chilometri abbia competenze suddivise tra decine di soggetti – commenta il presidente Luca Barattini – ci vorrebbe un soggetto unico, che sia anche il Comune stesso, che si prenda il carico di gestire la sicurezza del Carrione. La Regione in questo senso ha dato prova di grande responsabilità prendendo decisioni per il Parmignola, per il Carrione e per Bonascola». Anche la magistratura, a quanto emerge, si sarebbe interessata del crollo dell'argine acquisendo informazioni sui lavori precedenti e sull'attuale messa in sicurezza. Da più parti arrivano conferme ma il vice- presidente della Provincia Fabrizio Magnani getta acqua sul fuoco: «Non ho detto che la magistratura è intervenuta, in commissione consiliare. Ho solo chiarito che se qualcuno ha delle responsabilità è giusto che siano accertate e che ne paghi le conseguenze».
Luca Borghini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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