Il Tirreno

Casette colpita dalla furia dell’Aulella

di Marco Landini
 Casette colpita dalla furia dell’Aulella

Sos al sindaco Grassi da due famiglie della frazione. Emergenza anche nella Valle del Lucido per la piena dei canali

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FIVIZZANO. Mentre si guarda a Carrara colpita dall'ennesima alluvione, anche il territorio fivizzanese si lecca le ferite inferte da un forte nubifragio. Torrenti e canali in piena, alcuni di questi esondati, e numerose frane hanno provocato non pochi problemi e davvero tanta paura per quanti nella notte di martedi sono rimasti coinvolti in questa nuova sciagura.

Particolarmente colpita è stata la piccola frazione di Casette a due passi da Gragnola. Per la seconda volta alcune case sono state invase da acqua e fango. «Abbiamo vissuto momenti drammatici - racconta la signora Riani - un fiume d'acqua ci ha invaso il piano terra della nostra casa allagando fondi e cantine e il piccolo appartamento di mio fratello che era stato appena ripulito dal fango dell'analogo episodio avvenuto il 10 novembre scorso. Avevamo segnalato più volte agli organi competenti la pericolosità di questi canali e del torrente Aulella che scorre qui sotto chiedendo che qualcuno venisse a ripulirli da detriti e arbusti ma nulla è stato fatto con la conseguenza che nel giro di poco più di due settimane siamo stati nuovamente invasi dal fango». Un messaggio chiaramente rivolto al sindaco Paolo Grassi.

L'abitazione in questione che la signora Riani condivide col marito e la figlia di 12 anni è quella del fratello sono situate adiacenti al frantoi di proprietà che è stato in parte risparmiato dall'acqua del canale anche se alcune attrezzature riposte in fondi attigui sono state invase dal fango.

Poco più in la, sempre a Casette una signora inglese si è vista allagare completamente la sua abitazione e altre famiglie hanno avuto fondi e cantine invase dal fango. Anche in altre zone del territorio si sono vissuti autentici momenti di paura a causa di torrenti e canali in piena soprattutto nella zona della Valle del Lucido. Così come moltissime sono state le strade sia comunali che provinciali nelle quali si sono abbattute frane.

Insomma sempre più il vasto territorio comunale, che conta quasi un centinaio di frazioni ed è percorso da chilometri di strade e torrenti, deve fare i conti con questa calamità naturale senza contare l'alta sismicità del territorio. E proseguono ancora i disagi provocati dal crollo del ponte di Serricciolo il 10 novembre scorso con gli automobilistici che sono costretti a raggiungere le località a valle a percorrere le tortuose e pericolose strade alternative alla statale 63. Senza contare che il blocco del trasporto pesante interrotto con il crollo del ponte sta mettendo in ginocchio diverse attività artigianali e commerciali.

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