Una pioggia di fulmini poi di nuovo nubifragio
A Massa hanno retto gli argini ma la Protezione civile rincara l’allerta
MASSA. Una pioggia di lampi che ha rischiarato il cielo a giorno, un boato ininterrotto che ha tenuta sveglia la città fino a notte fonda. E poi lei, puntuale come da previsioni, verso le 22.30 la pioggia. Tanta, incessante, fitta da parare la vista. A sedici giorni dall’alluvione del 10 e 11 novembre, un nuovo nubifragio – battezzato Medusa – si è rovesciato su Massa e Carrara la scorsa notte. Questa volta è stata Carrara ad avere la peggio, ma anche Massa ha dovuto pagare il suo contributo di danni e disperazione.
Gli argini hanno retto. A “graziare” i massesi sono stati gli argini dei torrenti: straripati due settimane fa, stavolta hanno tenuto anche se il grande imputato, il torrente Ricortola, che mise sott’acqua Massa e Marina, è arrivato a pochi centimetri dall’esondazione. Alcune criticità si sono avute anche sul Fescione, la parte terminale del Canal Magro. Niente fango, dunque, questa volta, se non nelle zone collinari dove era ancora accumulato quello di due settimane fa. Ma tanta acqua, che ha allagato strade e sottopassi – ma nessuna strada è stata interrotta – e molte case che con gran fatica i massesi avevano appena ripulito. Famiglie evacuate. Centinaia le richieste d’aiuto ai vigili del fuoco, che hanno vissuto una vera e propria notte di passione. Alcune famiglie sono state fatte evacuare nella zona del Candia e sono ospiti di parenti. Stessa sorte è toccata a una famiglia di Romagnano di tre persone che ha dovuto lasciare la sua casa. Nuovi smottamenti, dopo le rovinose frane che hanno trascinato a valle ettari di vitigni, hanno interessato le colline della zona.
Pioggia di fulmini. Non ha provocato danni solo l’acqua, però. Un fulmine si è abbattuto poco prima delle 23 in via Pietrasanta, nella zona di Ricortola, davanti al ristorante “Il cavallino rosso” e ha incendiato una recinzione. Sempre per i fulmini sono scattati centinaia di allarmi di auto e abitazioni, che hanno calato Massa in una sinistra atmosfera per tutta la notte. A complicare le cose ci si è messa l’elettricità che è saltata e ha messo a tacere una parte di linee telefoniche e internet. Anche Palazzo Ducale, sede della Provincia, è rimasto senza collegamento alla rete e ieri, in tarda serata, la linea non era stata ancora ripristinata nonostante il lavoro di alcune squadre dell’Enel.
Allerta meteo “elevato”. Se la situazione in Lunigiana sembra migliorare, sulla costa la Protezione civile ha prolungato fino alla mezzanotte di venerdì l’allerta meteo, che ha assunto il grado da “moderato” a “elevato”.
L’alluvione in consiglio. Il consiglio comunale, già fissato per ieri pomeriggio, è stato occasione per affrontare alcuni temi legati alla passata e alla recente alluvione. Primo fra tutti quello del bilancio. Due milioni sono stati già spesi dal Comune ma sui conti dell’ente pesa la spada di Damocle dell’incognita delle terre rimosse. Quelle derivate dagli smottamenti del Candia sono “buone”, cioè non inquinate, si possono addirittura rivendere. Ma quelle finite a mare potrebbero essere inquinate e smaltirle avrebbe costi esorbitanti. Stessa incognita sugli alberi trascinati via dalla piena e che non sono stati ancora rimossi, sempre perché prima servono le analisi. «Una stupidaggine ma così vuole la legge», ha spiegato il sindaco Roberto Pucci.
Tombinature da rimuovere. Confermata, nell’incontro con Coldiretti di ieri mattina, la sospensione delle 360 ordinanze per il Candia. «Interventi pubblici e privati faranno parte di un unico pacchetto», ha spiegato Pucci. Stamani, intanto, partono le prime stombinature sul fosso Gabbiano.
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